Il mondo del fumetto si incontra a Lucca

Ritorno sulla questione pagamenti agli autori di fumetto per segnalarvi l’incontro degli autori a Lucca organizzato da Luca Boschi (leggere pure i commenti) e Claudio Stassi. Spero che possa diventare un occasione proficua per fare il punto della situazione. Non sarà facile individuare proposte risolutive però può essere l’inizio di una maggiore conoscenza della condizione lavorativa nel mondo del fumetto. Dai tanti commenti letti in questo mese mi sembra che emerga l’esigenza di arrivare all’appuntamento con un po’ di informazioni utili per avere un quadro più preciso della situazione. Lancio l’idea, non so se l’ho letta tra i vari commenti, di realizzare un questionario online che potrebbe raccogliere queste informazioni. Per la privacy e per garantire un corretto utilizzo, il database potrebbe essere gestito da enti riconosciuti come il Sindacato fumettisti (Gianfranco Goria) e/o il Centro Andrea Pazienza (Michele Ginevra).
Sarebbe già un piccolo passo se gli autori professionisti condividessero la loro esperienza con i giovani autori soprattutto sui contratti, che spesso vengono firmati senza essere letti o a lavoro concluso.
Inoltre non credo che nessuno abbia in mente di individuare negli editori il nemico da combattere, anzi mi auguro che gli editori, i distributori e tutti coloro che lavorano nel settore abbiano l’intelligenza di capirne l’importanza e trovino il modo per collaborare all’iniziativa. Questo vale anche per tutte le maestranze che in questo momento subiscono la crisi del settore: letteristi, editor, traduttori, correttori ecc ecc. Basti dire che nel 1998 per una pagina di lettering si andava daile 6.500 alle 13.000 lire (3,5 ai 6,8 euro) oggi si va dai 2 ai 4 euro e si parla di ulteriori abbassamenti. Considerata l’inflazione oggi siamo ad un quarto delle cifre del 1998.
Vi segnalo anche il post di Guglielmo Nigro su LoSpazioBianco con commenti molto interessanti. Questa seconda segnalazione apparentemente non ha nulla a che vedere con l’argomento pagamento autori. Però collego le due discussioni perché a mio avviso entrambe colgono da due punti di vista il problema del fumetto italiano: i fumetti vendono poco. Nigro si interroga su quale idea puntare per risolvere o migliorare il problema mentre gli autori ne constatano le conseguenze essendo le prime vittime.

Forse non c’è una sola idea risolutoria del problema ma intanto il solo muoversi per allargare il bacino di utenti sarebbe già un risultato. Vi chiedo: quante case editrici di fumetto conoscete che danno la stessa importanza alla produzione di fumetti e alla loro commercializzazione/promozione?

Insomma penso sia necessario avviare un importante azione di promozione del fumetto. Azione che ogni editore deve tenere presente se vuole continuare a pubblicare. Non basta solo produrre libri da mandare in tipografia ma occorre lavorare sulla promozione che non significa mandare spam online. Gli editori più grandi dovrebbero già prevederlo al loro interno, mentre i più piccoli potrebbero collaborare tra loro. Nella mia proposta precedente ho ipotizzato una formula di accordo tra autori, editori e distributori. Mi rendo conto che non è facile che ciò possa avvenire su larga scala, ma si potrebbe avviare qualche esperimento.

I fumetti come qualsiasi altra pubblicazione hanno bisogno di incontrare nuovi potenziali clienti, bisogna portare il fumetto fuori dalla riserva indiana. Questo vale anche per i grossi editori che in edicola vedono sempre più assottigliare le loro vendite.

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4 risposte a “Il mondo del fumetto si incontra a Lucca

  1. Stamattina quando ho Inserito il post o mentre stavo inserendo un link ne ho cancellato per gran parte. Adesso è completo.

  2. Condivido in pieno l’idea Marco. Secondo me distribuzione, commercializzazione, promozione, comunicazione e pubblicità sono punti nevralgici del problema, ne ho scritto anche sui blog di Petrucci e Ginevra. Poichè se un fumetto in libreria continuerà a vendere tra le 500 e le 1000 copie non si va da nessuna parte. Quale editore sarà così imprudente da investire X su un libro che incasserà molto meno di X? Io quando entro in una libreria cerco di svestire i panni dell’addetto ai lavori. Cosa potrebbe indurmi a comprare e leggere un fumetto? Il più delle volte sono esposti malissimo, poco visibili, senza una logica espositiva. Le copertine frutto di smazzamenti notevoli vengono nascoste. Quando addirittura non c’è un vero e proprio settore per i fumetti. E poi i librai il più delle volte non sanno nulla di ciò che esce nel settore fumetti (di cosa parlano, chi sono gli autori…). Questa per dirne una. Perchè la gente dovrebbe interessarsi? E finisce infatti che i fumetti li compriamo i soliti noti.

  3. p.s. tralasciando il fatto che nelle librerie che tengono libri a fumetti spessissimo sono presenti solo 2/3 case editrici… tra tutte quelle che producono per le librerie. Credo che si accontentano di vendere alle fiere (con un profitto maggiore) o forse i grandi distrubutori li snobbano perchè vendono poco. Non potrebbero organizzarsi assieme le piccole case editrici per distribuire e abbattere i costi di una distribuzione capillare?

  4. Ciao Giovanni, anch’io penso che soprattutto i piccoli editori dovrebbero mettersi insieme per rapportarsi con i distributori, ma finché si sentono rivali ciò non è pensabile. Dovrebbero capire che si tratta della loro sopravvivenza.

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