Archivi del mese: settembre 2010

Effetto Caravaggio, non è photoshop

No, non è un Filtro Caravaggio style di Photoshop o qualche altro programma per fotoritocco. Si tratta di una semplice foto fatta alla mia immagine riflessa su un vassoio di cartoncino dorato, tipo quello per i dolci della pasticceria. Un filtro photocasalingo.

L’onda lunga del fumetto fino a quando durerà?

A leggere le tante interviste o articoli sui giornali generalisti sembra che questo, già da un bel po’, sia un gran momento per il fumetto, anzi per essere alla moda, della graphic novel (un modo per dire fumetto senza usare la parola fumetto che a molti fa pensare a prodotti di sottocultura). Eppure l’editoria del fumetto non ha beneficiato in modo tanto evidente di quest’onda lunga di comunicazione ed interesse. Come mai? Sono i prodotti non all’altezza del grande pubblico? Una distribuzione non all’altezza delle nuove esigenze? La crisi economica che ha inficiato questa ventata di interesse? Le cause possono essere molteplici e sicuramente lo sono. A me viene da pensare ad una in modo particolare: l’editoria del fumetto è affetto da sindrome da riserva indiana. Si muove solo all’interno di un circuito conosciuto e ben collaudato del proprio mondo e le fiere di settore più che un’occasione di confronto diventano l’unico momento di apertura verso l’esterno. Quindi con il rischio di sprecare l’opportunità di cogliere l’attenzione mediatica mai avuta nel passato. Altre mie considerazioni sul tema le trovate scommettere sul fumettoi e Ipad e fumetto o Icomics. La grande prateria di lettori potenzialmente interessati a leggere fumetti è immensa. Giddap giddap!

Giacomo Baragli un intellettuale siciliano

Sistemando la mia libreria è venuto fuori un piccolo libro, “L’altra isola” di Giacomo Baragli, 1977, ed. Celebes. Una raccolta di articoli pubblicati sulla stampa locale e altri scritti brevi sulle problematiche dell’arte e dei beni culturali in Sicilia ed in particolare a Palermo. L’opinione schietta e libera di chi crede nell’onestà intellettuale a tutti i costi. Sfogliando leggo un articolo sulla Galleria d’arte Moderna di Palermo e non usa mezzi termini nel descrivere l’incuria e l’inettitudine nella gestione culturale priva di prospettiva e relegata alla gestione dei doni di qualche famiglia ricca palermitana di quadri considerati da Baragli di dubbio gusto. Tra i vari articoli diversi sul ruolo del sindacato degli artisti e mi viene in mente le attuali discussioni sull’attualità del sindacato dei fumettisti.

Nell’introduzione parla della polemica tra Elio Vittorini e Palmiro Togliatti sul ruolo della cultura. La sua posizione emerge con chiarezza in pieno sostegno della tesi di Vittorini ma senza farne motivo di arroccamento ma con un dialogo forte con la politica. Come la sua vita da intellettuale impegnato ha dimostrato. Baragli l’ho avuto come docente all’Accademia di Belle Arti di Palermo e lo ricordo con piacere, la sua voglia di insegnare e di discutere rendevano molto gradevoli le giornate del corso di decorazione. Mi ricordo i bei momenti passati a discutere sul sistema dell’insegnamento dell’arte in Accademia e delle proposte che insieme agli altri studenti volevamo attuare. Purtroppo in quegli anni gran parte del corpo docente vedeva malamente qualsiasi proposta innovatrice e ostacolava in tutti i modi. Poi la sua prematura morte fu la causa principale del mio trasferimento a Bologna. Sempre dal libro, in riferimento ad una mostra di opere restaurate di Palazzo Abatellis, dice: “per impostare un rapporto corretto tra il patrimonio culturale del museo e la comunità dei cittadini, prefigurando quel museo attivo che dovrebbe essere una delle fondamentali strutture culturali della città moderna” e poi continua “si parte, va detto subito, proprio da zero; si parte cioè dallo scarsissimo senso della proprietà dei palermitani; ricchissimi invece di senso del possesso, che è tutt’altra cosa”. Mi verrebbe di trascriverlo tutto perché è molto interessante e attualissimo. Giacomo Baragli era uno di quelle teste pensanti che aveva un idea del sistema museale e artistico della città.
Qui ho trovato la sua biografia. La foto che ritrae Giacomo Baragli l’ho presa da Kalós rivista d’arte da lui diretta.

No touch screen

Oggi dovendo aspettare qualche minuto in un luogo munito di schermo che proiettava una sorta di programmi informativi, ho intravisto un servizio su una fiera delle nuove tecnologie dove presentavano uno schermo che definirei “no touch screen” nel senso che alcune persone interagivano con esso a distanza e lo schermo rispondeva ai movimenti della mano senza fare caso alle persone vicine e al corpo del proprietario della mano stessa. Come se lo schermo individuasse i movimenti che gli erano rivolti. Ho fatto una ricerca veloce e non ho trovato nulla, ma non saprei come cercarlo. Infatti l’ho chiamato “no touch screen”, mi sembra appropriato in questo momento di esplosione del fenomeno touch screen. Il commento finale al servizio diceva che questo metodo era più igienico dello schermo touch screen, unto dalle ditate di tutti. A parte il commento che si commenta da se, penso che le possibilità di utilizzo possono essere altre e più importanti a cominciare da chi non può usare le mani. individuando nel viso i comandi verso lo schermo. Sfogliare pagine con il naso? Perché no!

L’Unità chiude?

La notizia è questa: il direttore dell’Unità Soru ha deciso che il 15 ottobre chiuderanno le pagine locali dell’Emilia-Romagna e Toscana. Questo vuol dire dieci giornalisti in cassa integrazione e parecchi collaboratori a spasso. Sappiamo bene della crisi editoriale della carta stampata. Io ne parlo spesso in questo blog per quel che riguarda il fumetto. Però la cosa che sembra insensata è che proprio queste due regioni rappresentano il 40% delle vendite nazionali, il 50% degli abbonati e il 33% degli introiti pubblicitari. Mi sembra miope da un punto di vista commerciale. Soru non può aver pensato che le vendite si fanno solo per l’informazione nazionale e non per quella locale e comunque non hè miope penalizzare proprio queste due regioni, sembra un suicidio. Allora la risposta è un’altra, Soru ha già deciso di vendere l’Unità e a quanto pare deve essere un’idea non dell’ultima ora, infatti, quest’anno ci sono stati molti tagli agli investimenti promessi. L’errore diventa grave responsabilità quando dopo aver preso questa decisione si procede per dismissioni di intere redazioni, perché vuol dire avviare a sicura fine il quotidiano senza alcun appello. Spero che cambi idea. Io mi sento personalmente chiamato in causa perché sulle pagine bolognesi a ferragosto hanno pubblicato su due pagine un mio articolo e due tavole di un breve fumetto sul Pratello. Mi sembra che hanno provato qualcosa di insolito rispetto lo standard classico del giornale e questa va a loro merito. Qui in Pratello (una via di Bologna) lo hanno letto in tanti e chi non c’era a ferragosto si è fatto passare le fotocopie. Non so se questo ha portato a nuovi lettori abituali ma sicuramente ne è nata la possibilità. Per questo vi invito a seguire l’appello dei giornalisti di scrivere alla direzione per fargli cambiare idea.
lettere@unita.it
cdegregorio@unita.it

Frammenti di storia

Frammenti di memorie nel fumetto italiano | LoSpazioBianco | Nel Cuore Del Fumetto

Vi segnalo un interessante articolo scritto da Simone Rastelli de Lo Spazio Bianco sul tema del raccontare la storia. Comincia da una riflessione sull’affer mazione di uso comune “La storia la scrivono i vincitori!” soffermandosi sulle categorie “vincitori” e “vinti”. Mette insieme tre libri, il mio, Stalag XB, quello di Giovanni Marchese e Luca Patané “Nessun ricordo” e quello di Walter Chendi “La porta di Sion”.  Affronta il valore della memoria e infine afferma che “questi racconti non ci invitano semplicemente a guardare indietro, ma a guardare intorno“. Ovviamente essendo chiamato in causa come esempio per questo ragionamento mi sento molto lusingato ma a parte ciò mi sembra un’analisi molto interessante sul processo del raccontare la storia.

Klang klang

Particolare di una tavola del mio prossimo fumetto. Una storia ispirata dalla vita di Narciso Monturiol.

Giornali gratis per strada e al bar, e i fumetti?

A Bologna c’è questa vecchia abitudine delle bacheche dei quotidiani per strada. Solitamente sono quelle dei quotidiani di partito, organizzazioni che oggi non esistono quasi più. Resiste l’Unità, molto diffusa e ho trovato anche la bacheca dell’Avanti storico giornale socialista.

Contemporaneamente in tutti i bar trovi il Carlino, la Gazzetta e la Repubblica e in quelli del centro spesso non hai che l’imbarazzo della scelta. Questa possibilità di lettura gratis dei giornali è molto apprezzata e mi sembra che l’effetto sia quello di stimolare la diffusione e la voglia di leggere i giornali. Per i bar è anche un servizio in più per i clienti. Non sto pensando a Topolino o Dylan Dog gratis nei bar, i tempi di lettura forse sono diversi di un articolo di giornale. Allora? Allora mi viene subito da pensare alla diffusione gratuita di contenuti sul web. Penso ad un servizio di pdf offerti gratuitamente, che possono invogliare l’acquisto di un libro. Prima leggi e poi paghi. Penso ai Wu Ming che hanno sperimentato la condivisione su internet dei loro libri in forma gratuita. Questa condivisione ha sicuramente contribuito a farli conoscere e aumentare le loro vendite. Oppure penso all’iniziativa fatta dalla piccola casa editrice siciliana Navarra Editore che ha inviato 100 libri di un romanzo a chi ne facesse richiesta con l’impegno di pagarlo solo se soddisfatti. Insomma, esempi interessanti che potrebbero tornare utili all’editoria del fumetto. A proposito di fumetti gratis, molto interessante l’esperimento dei Superamici con Picnic il box con diverse riviste gratis che ha dimostrato che anche gli autori devono darsi da fare. Che ne pensate?

Bruno Bozzetto a Bologna

Con molto piacere vi segnalo (e pubblicizzo) la bella iniziativa che insieme ad Andrea Plazzi abbiamo organizzato in RAM (il mio studio). Da quest’anno un secondo corso si affianca a quello base di “editoria per il fumetto e la traduzione” ed è quello del Corso di scrittura e sceneggiatura per il fumetto e l’animazione. A tenere il corso saranno Giovanni Marchese e Luana Vergari. In questo corso è prevista un intera giornata con Bruno Bozzetto, proprio lui, il grande maestro dell’animazione italiana. Sarà una giornata speciale, un bella occasione per sentirlo parlare dal vivo del suo lavoro. Quello che mi ha colpito ultimamente è la sua capacità di adeguare il linguaggio tradizionale dell’animazione, come dimostra questo video sugli stereoptipi. Semplicemente geniale.

Un anno di blog, il viaggio continua!

In questa foto lo stessa rete della testata del blog (in orizzontale), un anno dopo.


Che dire, è passato un anno da quando ho aperto questo blog e non posso nascondere che per me è diventato in poco tempo uno strumento molto utile e anche divertente. Utile perché lo uso sia per dare informazioni sulle mie presentazioni di Stalag XB che compie pure lui un anno (abbondante è uscito a luglio 2009), sia per parlare di fumetti e del lettering del fumetto in particolare. Il corso che tengo all’Accademia di belle Arti di Bologna mi ha suggerito l’idea di tenere anche delle lezioni on line del programma di FontLab Studio 5. Insomma un occasione per parlare di fumetto e non solo. Di parlare di tecnologia legata al disegno e di mostrarvi i miei disegni o i miei progetti. Molta attenzione l’ho dedicata anche al sito 8settembre1943.inf, la storia dei militari italiani deportati dal nazismo, al viaggio nei luoghi della deportazione, storia legata al mio libro. Proprio oggi ho pubblicato dei nuovi aggiornamenti e prossimamente insieme ai “viaggiatori” vi informeremo dei nuovi progetti di documentario e di nuovo sito in allestimento. Questo blog mi ha permesso di condividere con tanti “non bolognesi” la bella iniziativa che l’Unità di Bologna ha pubblicato nelle pagine locali che ha riscosso molti apprezzamenti. Per me un bilancio positivo.