Stalag XB a Cesena Comics

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Oggi parto per cesena, perché domani mattina presento Stalag XB presso il Liceo Righi di Cesena. Questa è un’iniziativa che fa parte del Cesena Comics che ha già cominciato con le sue attività e ne ho parlato in questo blog a proposito della mostra di fotografie di Alessandro Pedrelli. A questo festival ci saranno parecchi autori e da ciò che mi raccontano, per me è la prima volta che vado, sta diventando sempre più interessante. Ho sentito spesso Elisa Rocchi che insieme all’associazione Barbablu sta organizzando il festival e hanno preparato una super accoglienza a noi autori, mi sento una star. Scherzi a parte, sono molto contento di confrontarmi nuovamente con gli studenti di un liceo. L’ho fatto a gennaio a Monterotondo in provincia di Roma. Inoltre sono stato già contattato da un papà perché figlio di ex internato militare. Così è nata l’occasione per inserire nel sito 8settembre1943.info la biografia. Insieme potete vedere anche alcune foto di lettere originali mandate dal lager da Giovanni Bottignole ai parenti.

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2 risposte a “Stalag XB a Cesena Comics

  1. Roberto Bottignole

    Sono il figlio di Giovanni Bottignole, deceduto il 23-1-1997, i cui documenti di prigionia ho trovato solo dopo la sua morte; mai ci aveva messo al corrente di questi documenti e delle vicende legate alla sua prigionia dal 1943 al 1945. Ora io sto ricostruendo queste vicende, dal servizio militare negli alpini alla sua liberazione in Germania da parte degli inglesi. Ringrazio Marco Ficarra, che mi ha dato l’occasione di pubblicare alcune sue corrispondenze con la famiglia e di rivalutare l’esperienza tragica di mio padre, che a 20 anni si trovò a dovere prendere decisioni terribili, ovvero se rimanere in prigionia o arruolarsi nella R.S.I. Mio malgrado, non ho potuto rendere onore a mio padre in vita per quella sua coraggiosa scelta; ne approfitto oggi con questa occasione datami di farlo. Mi farò promotore, assieme agli altri interlocutori di questo blog, della rivalutazione storica dei migliaia di soldati che ebbero il coraggio di comportarsi come mio padre, molti dei quali non ebbero la fortuna di tornare a casa. Lo devo anche a suo nipote Dario, mio figlio, che non ha avuto la fortuna di conoscere il nonno, finchè comprenda quale follia fu possibile a quei tempi e come sia facile che quella follia possa ripetesi in ogni momento. Roberto Bottignole

    • Anche per me è stata una scoperta questa vicenda. Non deve essere stato semplice rielaborare questa storia di tuo padre, ma è un tratto comune molto diffuso negli IMI quello di non raccontare ai familiari la loro sofferenza. Forse, un modo per non soffrire nuovamente. Sul sito http://www.8settembre1943.info trovi la bella testimonianza di Luisa Raffaelli, figlia di un IMI, anche lei ha scoperto la storia del padre dopo la morte grazie a dei diari.

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