Li’l Abner quando la traduzione fa la differenza

Ieri, durante il Cesena Comics, insieme a Fabio Gadducci e Andrea Plazzi avendo qualche ora prima dell’incontro con Davide Osenda, abbiamo pensato che “da poeri fioli foresti” non potevano far di meglio che entrare in una fumetteria. Dal quale io sono uscito con una pubblicazione di Li’l Abner,
personaggio dei fumetti creato nel 1934 da Al Capp. Tutto contento mi pregustavo la lettura nel treno di ritorno. Purtroppo grande la delusione quando mi sono accorto che la traduzione non era quella fantastica di Ranieri Carano che con la sua commistione di parole e frasi liberamente tratte dai nostri dialetti, ha interpretato in modo delizioso il linguaggio degli abitanti del miserabile villaggio montano di Dogpatch.
“…come dice lori- non è affare nostro qua su, quel che fa lori, la’ giù!!” se non è poesia questa, è qualcosa di simile.
Qui potete trovare un approfondimento su Li’l Albner. Ne avevo sentito parlare da Mirko Tavosanis di questa storia della doppia traduzione che ne ha determinato l’esito tra il pubblico nostrano. Infatti la prima traduzione era in un italiano standard che non dava bene idea del linguaggio originale, successivamente è grazie alla felice intuizione di Ranieri Carano che la storia riscuote grande successo, pubblicato sulla rivista Linus.
Qui potete leggere una vignetta tradotta da Ranieri Carano

Mentre questa qui sotto è tradotta in italiano standard.

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