Libri gratis?

Questa mattina Anedo/mi parlava di Amazon e Mediaworld che mettono i libri per l’acquisto online con il 30% di sconto. Cioè la percentuale media che un rivenditore prende normalmente.
Solitamente la divisione è 30% libreria 30% distributore e 40% editore ma ciò dipende dal potere contrattuale dell’editore. Quindi le percentuali variano a secondo delle situazioni ma più o meno si aggirano a quelle cifre. A questo punto viene spontaneo chiedersi come dei rivenditori possano applicare sconti di tale portata, 30%. Capisco che Amazon e Mediaworld stanno combattendo una guerra di posizione ma questa impone come minimo una politica dei prezzi al ribasso.
Che senso ha per una casa editrice vendere con un leggero sconto quando in rete l’acquirente può trovare a molto meno? All’apertura di Amazon ho trovato il mio Stalag XB a poco più di 1 euro, certo la disponibilità era di una sola copia, però adesso è già al 30% di sconto fisso. Non conviene all’editore proporre ai propri lettori l’acquisto tramite questi colossi? In fondo l’editore riceve la stessa cifra sia che la vendita avvenga tramite la libreria sia tramite questi portali del libro online. In questo caso, i rivenditori puntano sulla massa di libri venduti e questo possono permetterselo solo loro che gestiscono grossi quantità.
A proposito, Ibs non sta praticando sconti di quella portata.

MI Sembra che in internet si stia affermando sempre più l’idea che i contenuti vanno condivisi a basso prezzo o preferibilmente gratuiti.
Grazie alle nuove piattaforme, Ipad e tavolette similari o meglio ancora gli Ebook, lentamente (in Italia) avanza anche la vendita dei libri digitali, ancora il fenomeno deve esplodere, comunque a prezzi molto più bassi del cartaceo.
Forse arriveremo al punto che i libri saranno gratuiti e la vendita sarà legata ai servizi ad esso collegati? Per esempio la guida di Roma e incluso il biglietto gratuito per visitare i musei? Attendiamo nuovi sviluppi, intanto rimane il ribasso del 30% con cui fare i conti per adesso.

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3 risposte a “Libri gratis?

  1. L’altra domanda sarà: gli autori come campano? Cioè, quali formule di retribuzione bisogna prevedere nel medio-lungo termine? Meditiamo.

    • Queste trasformazioni del mercato vanno studiate, non demonizzate. Possono aprirsi nuove prospettive tutte da valutare. Si trasforma il ruolo del distributore, quello dell’editore, quello del libraio e sicuramente anche quello dell’autore che sta già diventando sempre più promoter di se stesso.

  2. Non so se si arriverà alla gratuità. Ne dubito. Di certo il problema dei guadagni per editori e autori è un incubo attuale. Anche delle apps ci si inizia a lamentare (vd. MArtellini e altri, leggibili su Apogeo on line), anche se Anderson aveva detto ad agosto con enfasi provocatoria: il web è morto, w le apps.
    Marco ha però ragione: c’è una sfida, va affrontata. Servono idee, per migliorare il prodotto (esplorarne ancora di più le potenzialità, cercarne e implementarne la forza, trovare soluzioni originali…), renderlo appetibile (con tanta qualità evidente ma anche come oggetto!), promuoverlo intelligentemente (con legami extravirtuali, fascino e opportunità e ricchezza per l’utente-lettore). Mi piace, questa sfida.

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