Le primarie a Bologna

Devo dire subito che non sono molto entusiasta per questo confronto per la scelta del candidato sindaco di Bologna per il centrosinistra. D’altra parte a Bologna l’entusiasmo si è scontrato con due esempi pessimi di amministrazione. Quello di Sergio Cofferati che ha carpito la fiducia degli elettori con una campagna elettorale tutta puntata all’ascolto e alla solidarietà per poi agire in tutt’altro modo da padre padrone. L’altro quello di Del Bono che si è interrotto per le malefatte amministrative quando era assessore in regione. Entrambi uniti da un’idea della politica, quella che mette il politico al di sopra dei cittadini e non a loro servizio, che non vuol dire fare populismo ma mettere gli interessi della collettività al primo posto. Con questo recente passato amministrativo è difficile entusiasmarsi per il futuro candidato sindaco. Però quando arriveremo alle elezioni, quelle vere, ci troveremo di fronte lo scontro tra il candidato di centrosinistra e quello di centrodestra. A quel punto in molti ci sentiremo costretti a votare il meno peggio per non vedere la nostra città passare alla destra magari con una Lega Nord in forte aumento.
Allora piuttosto che poi essere costretto a votare il candidato designato dalla casta politica del PD, il già assessore con Cofferati, Virginio Merola, perché non partecipare? Magari sostenendo la candidata Amelia Frascaroli che viene dalla società civile e solidale, che ha espresso senza titubanze la sua idea di laicità da cattolica. Mi sembra una persona capace di ascoltare e attenta alle proposte che vengono dal basso.

Dal suo sito: “…non bastano retorica e volontarismo dichiarato: se si vuole veramente costruire la compresenza tra diversi sullo stesso territorio, occorre sviluppare una complessa arte della convivenza”.

Penso che a Bologna siamo in tanti a non voler subire passivamente le scelte che il gruppo dirigente del PD ha inflitto alla città. Un gruppo dirigente unito dalla protezione di casta, sicuro di una fiducia infinita. Incapace di ascoltare la città viva e ricca della cultura, dell’associazionismo, degli studenti. Più attento ai malumori e alle paure verso la diversità, contribuendo a creare un clima di intolleranza, creando il terreno fertile per la destra becera e xenofoba. Lo scontro all’ultimo voto sembra sarà tra Merola e Amelia Frascaroli poiché il terzo, Benedetto Zacchiroli, pare non abbia chance. Vi chiedo cosa ne pensate di questa idea di partecipare alle primarie del centrosinistra appoggiando Amelia
Frascaroli? Si voterà domenica 23 gennaio.

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6 risposte a “Le primarie a Bologna

  1. Caro Marco, sono completamente daccordo con te e voterò per Amelia. Mario

  2. Probabilmente saranno le ultime primarie, poi un pastone moderato PD UDC. Cosa farà la cd sinistra radicale? Metterà un pò di sale nel pastone per sconfiggere Berlusconi. Poi, sempre che il centrodestra venga sconfitto, avremo un governo che farà politiche di destra. Vendola sarà un piede dentro ed uno fuori, la FdS sarà scomparsa. Speriamo che esploda tutto.

  3. @Mario mi sembra che il clima è favorevole ma vedremo quali saranno i risultati stasera.
    @Davide A Bologna queste primarie possono essere l’occasione per staccare la spina a quel ceto politico che ha governato male in questi ultimi anni.
    Per quel che riguarda i prossimi scenari della politica nazionale, ribalterei il ragionamento: piuttosto che subire le ipotesi di alleanze chiamate a metter fuori gioco Berlusconi sulla base di percentuali elettorali, che daranno vita ad alleanze brancaleone. Perché la cosiddetta sinistra radicale non prova a focalizzare l’attenzione su due tre punti fondamentali, che possano conquistare l’appoggio dell’opinione pubblica? Altrimenti non ci rimarrà che scegliere sempre il meno peggio, fino a quando non ci sembreranno tutti uguali.

  4. E sì, ci abbiamo provato.

  5. Il problema di fondo, a mio avviso, è che l’italiano medio ha sviluppato negli anni un’incapacità a valutare in maniera obiettiva gli avvenimenti che lo circondano, altrimenti non potrebbe spiegarsi come i sondaggi lascino sostanzialmente inalterate le preferenze di voto dopo gli ultimi mesi politici. In un paese più morale, civile e non bigotto questo non potrebbe succedere. Purtroppo la sensazione è che figure come l’attuale premier siano più ammirate piuttosto che biasimate. GRAZIANO BUDRIESI

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