Archivi del mese: maggio 2011

Tutti quanti vogliono fare il giètz!

Vi segnalo la mia recensione a fumetti di Giètz! di Andrea Campanella e Hannes Pasqualini. Si tratta di un bel libro a fumetti della Tunué. Sembra sstrana questa idea della recensione a fumetti di un fumetto. Questa bella idea è un’iniziativa de LoSpazioBianco il portale sul fumetto.

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MyBackPages

Vi segnalo MyBackPages questo interessante progetto di Emidio Clementi e Gianluca Costantini del Biennio specialistico “Linguaggio del fumetto” dell’Accademia di Belle Arti. Con la partecipazione degli studenti Davide Abbate, Michele Benincasa, Enrica D’Incalci, Elena Guidolin, Valentina Murphy, Gabriele Peddes, Davide Bart. Salvemini, Serena Schinaia, Valentina Viesti. Un esempio di come si possano realizzare dei progetti di collaborazione attiva tra studenti e docenti.

Ratigher in mostra

Trame, con un titolo molto cruento si inaugura una nuova mostra a RAM Hotel. Si tratta di Ratigher che con “la vista di una testa mozzata” porta in mostra le tavole del suo nuovo libro “Trame, il peso di una testa mozzata” edito da Grrrzetic edizioni. Si tratta di una storia interessante, apparentemente la violenza narrata è fine a se stessa ma possiamo leggersi una critica sociale. Da un lato i mostri rinnegati, isolati o i camionisti e dall’altro i bei ragazzi ricchi che non hanno alcuna intenzione di essere contaminati da questi esseri inguardabili. Sembra che la violenza sia l’unica strada perseguibile perché dei dubbi possano far breccia tra i pensieri di questi fighetti. Insomma una nuova avventura di un Superamico. Qui trovate tutti i dettagli e alcuni disegni fatti per il catalogo della mostra. Domenica 22 maggio ore 19,30 RAM Hotel via San Valentino 1/F a Bologna.

Perché usiamo la parola font

Vi segnalo questo interessante articolo di Antonio Dini su IlPost a proposito dei caratteri da stampa e dell’origine della parola “font”.

…”Un bel giorno di venticinque-trent’anni fa, infatti, un signore di cui la storia non ci ha tramandato il nome, si è trovato di fronte un problema: doveva tradurre dall’inglese le stringhe di testo per la localizzazione di un nuovo sistema operativo. E doveva farlo di corsa perché doveva essere tutto pronto entro metà 1984. Si trattava del Macintosh, il nuovo computer creato da Apple, e bisognava tradurre in italiano una serie di termini alquanto bizzarri (“File”, “Edit”, “Copy”, “Paste” e soprattutto “Font”, i set di caratteri che erano contenuti dentro una “valigetta” digitale).
Già gli informatici americani avevano fatto una scelta riduzionista e deciso che il termine corretto era “font”, non typeface, e neanche l’alternativa “fount”, anch’essa molto usata nelle tipografie d’oltreoceano. Il nostro traduttore probabilmente ignorava buona parte di questa storia e comunque decise di non decidere: il termine non si prestava facile all’orecchio di chi non lavorasse immerso nel gergo dei tipografi americani, e quindi lasciò tutto così com’era. Font divenne così font.”
L’articolo parla anche della parola corretta che andava usata e che era in uso in Italia in ambito tipografico, si tratta di “polizza”.
Sono tanti i punti che tocca nel suo articolo e qui potete leggerlo interamente, ne vale la pena.

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Diari e lettere

Vi segnalo questo link al sito 8settembre1943.info per segnalarvi la bella iniziativa dei due storici, Mario Avagliano e Marco Palmieri, autori del bel libro sugli internati militari italiani IMI edito da Einaudi, ne avevo parlato anche a proposito del nuovo libro sulla persecuzione degli ebrei. L’idea è di raccogliere lettere e diari per crearne una collana con Merlin Editore. Mi sembra una bella iniziativa da sostenere, la memoria, il seme del nostro futuro, così il titolo anche dell’edizione di quest’anno del salone del libro di Torino. Sul link sopra tutte le info. Nell’immagine il diario tutto personale dei desideri di Gioacchino Virga, mio parente, anch’egli internato militare. A questo link, Stalag XB, il libro che ho realizzato su di lui.

Ebook vs ereader!

Vi segnalo questa ricca sintesi sulle due giornate di sabato 7 e domenica 8 maggio, al Laboratorio Crash per Fahrenheit 451 il futuro del libro. Festival popolare per l’editoria digitale realizzata da Alberto Sebastiani sul suo blog caffeletterario. Come ha scritto, sono stati due giorni dove scrittori, operatori, studiosi, editori aperti al nuovo mondo si sono incontrati sul tema dell’ebook interrogandosi sul futuro del libro. Dal titolo molto eloquente Crash! L’ebook è nato, l’ereader è morto.il libro vince, dell’articolo di Sebastiani gli ereader non hanno riscosso grande successo. nella foto presa in rete un ereader di Amazon.
Ho partecipato con molto piacere a questa iniziativa e presto racconterò il mio punto di vista sull’argomento soprattutto dopo un ricco bombardamento di spunti e riflessioni emersi dalla discussione.  I complimenti vanno al Laboratorio Crash e Dans La Rue per aver organizzato l’iniziativa sperando che sia solo l’inizio di un lungo confronto. Intanto buona lettura.

Aiutatemi che sono messo male

Cosa può fare un’artista quando le istituzioni culturali lo chiamano come riempitivo a titolo gratuito? Declinare con garbo o ammettere la sconfitta. Ed è quello che si propone l’artista Stefano W. Pasquini con la mostra dal titolo eloquente “aiutatemi che sono messo male” a Ferrara il 28 maggio. Si tratta di un’operazione di disvelamento della situazione di profonda crisi economica del mondo della cultura. Le istituzioni e e il mercato privato hanno smesso di investire sulla cultura e sulla ricerca, puntando solo agli eventi dal sicuro successo commerciale. Oggi fare cultura è un hobby o un modo per mettersi in evidenza, ciò che un tempo era considerata professionalità da retribuire oggi viene pretesa senza alcuna remunerazione e non solo in ambito artistico ma anche in quello puramente professionale. Allora l’artista decide di raccontarlo. Pasquini parte dalla nota (per i bolognesi) invocazione di Angelo Rizzi “aiutatemi che sono messo male” per le strade di Bologna che accompagnava come un mantra sonoro la richiesta di elemosina, creando diverse installazioni di grande impatto. Dalla scultura su Seattle interrogandoci sul movimento sulla globalizzazione all’autovelox per fare cassa dei comuni,  alle banconote raffiguranti degli operai da un lato e un cane dall’altro a cui l’autore non vuole dare un significato preciso lasciandoci trarre le nostre conclusioni. Per autofinanziare il progetto, Pasquini ha invitato diversi musicisti a donare una canzone per una compilation “Canzoni che costano un po’ meno del solito”, ventitré brani. Danilo “Maso” Masotti, con un brano che fa il verso al mantra di Angelo Rizzi, i tedeschi Weihnachtszwerge, Riccardo Lolli, Bagawire, Marzipan Marzipan, il gruppo vocale provenzale Lo Còr de la Plana, Yu Guerra. i Rifondazione Sklero, Agonia, Pierdiego and his deficient crew, Alberto Despini, Guido Foddis, gli americani Troostite ed il tedesco Jörg Dreisörner-Wichmann, scomparso lo scorso anno, a cui il CD e’ dedicato.
Insomma, piuttosto che fingere, come avviene nel mondo zuccheroso dei vernissage, una bella doccia fredda di mondo reale. Qui tutti i dettagli della mostra.

Il futuro del libro


Sempre più diffusamente si parla di editoria digitale e il fenomeno ebook sta assumendo un ruolo commercialmente importante nel panorama editoriale. Però siamo ancora all’inizio e non è chiaro a quale formato tecnologico approderemo ma soprattutto quale sarà il lettore di domani, quello che deve ancora nascere. Allora, proviamo a capire meglio la questione distinguendo tra due approcci completamente diversi. Il primo sta cercando di traghettare l’attuale produzione cartacia verso il digitale, proponendo il file come nuovo “oggetto” da possedere, magari insieme al libro stampato. Con tutte le problematiche che un file digitale porta con se in termini di diffusione gratuita tramite copia illegale (pensiamo aila musica). L’altro approccio, più interessante dal mio punto di vista, è quello che parte dalla comunità dei lettori. L’incontro diretto tra autore e lettore o tra lettori come nuovo possibile percorso di condivisione tramite la rete, quindi l’ebook come esperienza di relazioni. Allora finirà il piacere della scrittura/lettura solitaria? No, non credo proprio, penso però che la condivisione di pensieri tra lettori e autori favoriranno la nascita e l’affermazione degli autori. Sarà dalla condivisione in rete che nasceranno le forme di retribuzione degli autori e degli editori. Tutto ciò coinvolgerà anche il fumetto che sarà il linguaggio che subirà più trasformazioni. Ne avevo parlato qui. Ne parlerò insieme a tante altre persone che si occupano di editoria e del digitale il 7 e l’8 maggio a Bologna a “Fahrenheit 451” l’iniziativa del Laboratorio Crash! e Infoshop Dans La Rue. Il video è una simpatica presentazione.