Bruno Fanciullacci

Oggi vi voglio raccontare una storia che non conoscevo affatto, come tante altre storie poco conosciute della resistenza. La storia di Bruno Fanciullacci. Chi è, o meglio chi era costui?

“Fanciullacci fu un partigiano gappista, medaglia d’oro della Resistenza. Alcuni lo ritengono un killer (“l’assassino di Giovanni Gentile”), altri – noi compresi – un eroe. Pochi sinora lo hanno considerato un filosofo. E’ tempo di omaggiarlo in quella veste”.

“Il 15 luglio lo arrestano ancora. Di nuovo torturato, per non tradire i suoi compagni tenta una fuga che è anche suicidio: si getta ammanettato da una finestra al primo piano, i suoi aguzzini gli sparano, un colpo alla testa lo uccide. E’ il 17 luglio. A novembre avrebbe compiuto venticinque anni.”

A parlarne sono i Wu Ming il collettivo di scrittori che nel loro blog “Giap” ne parlano ampliamente. Questa storia è interessante anche perché come scrivono sempre i Wu Ming su twitter “simbolo del conflitto che sfugge allo state-buoni, al dovete-sopportare, agli ingabbiamenti, alla “compatibilità”.

Sempre da Giap: “Tra gli intellettuali che scelgono Salò, il più importante è Giovanni Gentile, fondatore della dottrina filosofica detta “Attualismo”, colonna portante dell’edificio culturale fascista. Super-barone accademico, presidente di tutto il presiedibile, in vent’anni di dittatura Gentile è divenuto potente e ricchissimo. Hitler in persona gli ha conferito l’Ordine dell’Aquila Germanica”.

Questa storia è interessante perché ci fa guardare a muso duro cosa è l’Italia dopo l’8 settembre 1943. Chi come Gentile si schierò con convinzione dalla parte della Repubblica di Salò e chi invece dalla parte della guerra di liberazione.

In questo blog, potete leggere molto dell’8 settembre 1943. Ho parlato di un’altra resistenza, quella dei militari italiani deportati nei lager nazisti per non collaborare con la RSI. Ho parlato di come lentamente tra i militari si è formata una coscienza antifascista. Anche questa è una storia dimenticata, perché fastidiosa, difficile da raccontare. Non dimentichiamo che quei militari combatterono le guerre coloniali fasciste in Africa, e nei balcani contro la resistenza partigiana. Una storia che va affrontata fino in fondo senza titubanze. Quei militari cresciuti sotto il fascismo che ad un certo punto preferirono il lager piuttosto che continuare a combattere a fianco della RSI e dei nazisti. Vi segnalo questo video di un ex IMI Claudio Sommaruga che racconta della sua resistenza. Quella dei militari è una scelta diversa da quella di Bruno Fanciullacci che decide di colpire il “filosofo” Gentile. La sua è una scelta di campo precisa, maturata da giovane. Quella di Bruno è una storia che non va dimenticata.

Non ci possono essere mezze misure, l’Italia antifascista ha fatto la guerra di liberazione ed ha ucciso il nemico fascista e nazista tutte le volte che è stato necessario alla liberazione stessa. Il fascismo e poi la RSI è colpevole di essere stata una orrenda dittatura e di avere aggredito le libertà individuali e collettive, applicando per prima le leggi razziali. Quindi nessuna giustificazione o incertezza sulla nostra storia.

Il 17 luglio ricorre l’anniversario della sua morte ed è stata lanciata una campagna in sua memoria. Si chiede a tutti di modificare fino a domenica la vostra immagine del profilo di twitter e di facebook o di altri socialnetwork mettendo la foto di Bruno Fanciullacci.

Vi suggerisco di leggere l’articolo scritto dai Wu Ming e le loro considerazioni in merito. Buona lettura.

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