M^C^O bene leggasi MACAO

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Vi segnalo questo interessante articoloche spiega cos’è M^C^O a Milano. Un’esperienza durata solo 10 giorni e appena sgomberata dalla polizia per occupazione abusiva di proprietà privata, abbandonata da tempo. Quel che ritengo molto interessante non è la discussione sul diritto o meno di poter occupare degli spazi privati abbandonati per fini sociali ma il progetto che sta dietro quest’esperienza che non ha intenzione di fermarsi davanti questo primo ostacolo. Infatti davanti sono accorsi tante persone e dai twitter sembrano intenzionati a dormire li davanti. Potete seguire su twitter cercate MacaoTwit o l’hastag #macao e cogliere lo spirito interessante di questa occupazione.
L’argomento spazi occupati o gestione politica da parte della neo giunta di centrosinistra a Milano di Giuliano Pisapia sono in secondo piano rispetto all’idea di mettere in discussione la figura del lavoratore creativo e culturale andando oltre l’esperienza già innovativa del co-working.

Così descrive lo spazio l’articolo di Roberto Ciccarelli “Uno spazio verticale di 33 piani dove riunire le arti e le professioni indipendenti, liberali, cognitive e creative, come quelle operaie e artigiane, seguendo un modello di auto-governo che va dalla formazione alla co-progettazione, dalla creazione di una filiera dell’arte alternativa a quella pienamente finanziarizzata (a Milano, passando da Venezia e Roma e, poi, sulla scena globale) ad un laboratorio del co-working dove il principale obiettivo è la creazione e la socializzazione di un’attività operosa, non la concessione a pagamento di loculi dove la “creative class” si accomoda con il suo computer e finge la normalità di avere un ufficio, ricevere i “clienti”, simulare la comodità di un atelier, quando invece paga solo il marchio acquistato in franchising dalle multinazionali del co-working.

L’idea è quella di reinventare nuovi modelli del lavoro professionale e di mettere in gioco le relazioni e la condivisione. L’idea mi sembra molto interessante e anche molto innovativa. Questo è anche lo spirito del web che mi piace e che si realizza anche nei luoghi fisici come Macao. Sono queste esperienze che probabilmente possono portare qualcosa di nuovo anche nell’economia concreta e soprattutto nella società.
Tra le iniziative vi segnalo quella simpatica degli autori di fumetto che stanno disegnando in diretta e in collaborazione tra logo. Su twitter cercate Tito Faracie Paolo Castaldi Nella foto di Paolo la preparazione della tavola che verrà presentata domani. Seguiteli su twitter.

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2 risposte a “M^C^O bene leggasi MACAO

  1. La verità è che il “progetto” non c’era e non c’è

    • Il progetto ha bisogno di spazi per realizzarsi, mica lo si cala dall’alto. I presupposti teorici espressi nell’articolo che ho linkato mi sembrano molto stimolanti. Poi come tutte le occupazioni i presupposti possono essere traditi. Io che ho letto in rete di Macao ho trovato delle suggestioni interessanti ma anche dei limiti come è normale per ogni esperienza nuova. Il fatto che comunque tanta gente continui a vedersi è un buon punto di partenza. Linko l’interessante interevnto di WuMing2 http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=7991

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