Tutti licenziati i fotografi del Chicago Sun-Times

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La notizia è questa: tutti i 28 fotografi professionisti del Chicago Sun-Tmes sono stati licenziati. Il loro ruolo verrà affidato direttamente ai giornalisti che muniti di Iphone dovranno provvedere anche a fare le foto, faranno un breve corso per imparare l’uso del nuovo mezzo.
Ora la stessa notizia è stata presentata sul web in modo diverso a secondo di ciò che si voleva mettere in evidenza. Per diversi siti sull’apple è stato dato molto risalto al fatto che con l’Iphone, nuova tecnologia, si mettono in cantina le ingombranti reflex digitali per dare spazio ai pratici e multifunzionali Iphone.
Qualche altro sito ha dato peso al fatto che dei fotografi professionisti venissero licenziati per dare un taglio alla spesa con buona pace della qualità.

Questo episodio del Chicago Sun-Times, ottavo quotidiano negli Stati Uniti per diffusione delle copie, nato nel 1948 e vincitore di otto premi Pulitzer, mi fa riflettere su alcuni punti:
prima la questione dei costi e dei relativi tagli a scapito della qualità. La famosa spending review. E seconda non meno importante su ciò che intendiamo oggi per qualità e analisi del gusto medio nel campo delle immagini. Per intenderci lo chiamerei effetto Instagram.

Cominciamo dal primo punto: tagliare i costi perché c’è la crisi delle vendite vuol dire cominciare a ridurre sempre più le prosepettive di vita di una qualsiasi attività. Comprendo bene che bisogna evitare gli sprechi e questo è giusto, ma cosa diversa è pensare di superare la crisi stringendo sempre più la cinghia. Questa si chiama depressione. Quest’atteggiamento non aiuta a trovare soluzioni innovative per rispondere alla crisi. Pensando al giornale di carta che sempre più perde lettori non riesco a capire come diminuendo le pagine, non facendo correzioni di bozze e pubblicando foto brutte dovrebbero  frenare l’emorragia di lettori in corso. Detto questo, da qualche parte bisognerà pur cominciare a rispondere al problema crisi. Forse bisogna immaginare degli scenari diversi dove a farne le spese non sono i professionisti e la relativa qualità, ma bensi i vecchi sistemi basati su modelli di business che non funzionano più. Innovazione vuol dire sperimentare e non semplicemente riportare l’analogico sul digitale ma pensare in digitale. immaginare nuovi servizi, nuove forme di condivisioni e partecipazione. Vuol dire immaginare un nuovo modo di fare il giornale e non mettere qualche calendario con donnine nude a finaco delle notizie per avere un aumento di visitatori. Un giornale di carta non può pensare di risolvere la sua crisi tagliando i professionisti e lasciando spazio all’improvvisazione, perché oggi con il digitale la possibilità di scegliere è aumentata e il lettore può trovare facilmente la qualità con un click. Il Chicago Sun-Times  ha vinto anche dei premi Pulitzer proprio per la fotografia e oggi licenza i fotografi. Forse ha fatto un’indagine, e qui passiamo alla seconda riflessione, che il gusto medio dei suoi lettori e non solo loro si è adeguato al nuovo stile instagram. Foto quadrata stile vecchia polaroid con effetti vari di colore. Oggi, chiunque ha uno smartphone ha la possibilità di scattare una foto e ritoccarla con i vari filtri a disposizione e poi condividerla nei vari social network. il risultato di queste elaborazioni sembra sempre abbastanza accettabile, anche una foto casuale o accidentale può diventare “bella”. però se analizziamo un po’ l’immagine ci accorgiamo che per la maggior parte delle volte non si tratta di belle foto, ma semplicemente di filtri molto esasperati che richiamano un nostro gusto estetico che sempre più prende piede. Un gusto un po’ pubblicitario, un po’ da reality. Insomma qualcosa che ci fa sembrare quelle immagini importanti, come quelle che possono fare dei fotografi veri. In realtà è il nostro gusto estetico che si sta appiattendo sempre più e il continuo flusso d’immagini non ci permette più di avere un momento di pausa. così qualsiasi cosa ci va bene, basta saturare i colori, esasperare i contrasti, qualche effetto nei bordi da vecchia pellicola briciacchiata e siamo contenti. io sono il primo ad usare questi filtri, lo ammetto, ma li uso per l’aspetto ludico e di condivisione con amici.
Una sera ascoltavo il fotografo Tano d’Amico parlare dell’attuale produzione d’immaginario fotografico, lui si riferiva ai movimenti sociali, e diceva di come sempre più c’è un’appiattimento al gusto dominante del consumo e del commercio. Manca la capacità di creare nuovi immaginari. Oggi con i cellulari durante manifestazioni di strada ci ritroviamo davanti a foto tutte uguali. come se non riuscissero più a raccontare qualcosa d’interessante. Quel qualcosa che solitamente un professionista della foto sa cogliere mentre un dilettante con instagram non può farlo a meno di una sua particolare sensibilità o casualità.
Questo per me è il secondo errore del Chicago Sun Times. La mediocrità di produzione fotografica farà un ulteriore danno al giornale. Innovazione tecnologica, il digitale e la rete sono nuove possibilità per i professionisti di qualità. Investire sulla qualità e su nuovi servizi innovativi che trasformino l’idea di giornale in qualcosa di nuovo, gratuito e condiviso sarà l’inizio di un nuovo modo di lavorare per trovare soluzioni e nuovi modelli di business ancora da inventare.
Altrimenti se proprio vogliamo portare alle estreme conseguenze il ragionamento del Sun Times, licenziamo pure i giornalisti tanto basta un copia e incolla da internet.

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7 risposte a “Tutti licenziati i fotografi del Chicago Sun-Times

  1. Se inventano una app che scrive i pezzi licenzieranno anche i redattori. Poi inventeranno una app che legge al posto dei lettori (forse già esiste? Chissà…) e elimineranno anche quelli. Poi inventeranno la app definitiva che sostituirà l’umanità. Una app apposita si occuperà dei funerali.

  2. Forse l’umanità non la sostituiranno perché serve chi compra le applicazioni 🙂

  3. Non riesco a commentarla..tutto stà diventando a scapito dell’umano…si comincia a parlare di spending review e tutto sembra logico…ma non lo è…Io questo sistema comincio davvero a considerarlo malato!!

    • Quando le grosse aziende cominciano a tagliare non lo fanno guardando al futuro ma si stanno scavando la fossa con le loro mani. Concordo con te che si tratta di un sistema malato ma forse di incapacità a guardare oltre. Non conosco le soluzioni ma se le grosse aziende non investono per sperimentare come si esce da questa crisi? Che ne pensate?

  4. @ Giovanni, la app che scrive i pezzi è già stata inventata ed è usata a ampie mani, per provarlo è sufficiente leggere la maggior parte dei giornali, per non parlare delle televisioni.
    Adesso dovranno inventare la app per la app che corregge le castronerie, le facilonerie, il becero sensazionalismo, il leccaculismo verso i potenti e che vada (la app) a fare il serio e faticoso lavoro di inchiesta.
    Per quanto riguarda la fotografia non ho più la voglia di parlarne e concordo con quanto scritto da Marco.
    Ciao
    Franco

  5. E’ il capitalismo finanziario baby. Non si fermerà fineché non saremo tutti morti

  6. E’ il capitalismo finanziario baby. Non si fermerà finché non saremo tutti morti

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