Archivi categoria: Resistenza

In bici per la memoria

The world on wheels
Questo è il titolo di un viaggio speciale, due ruote per mettersi in viaggio in cerca dell’uomo,

Con una pagina facebook i tre ciclisti Fabio Ardigò, Massimo Gobbi e Emanuele Moraschini hanno raccontato il loro viaggio a due ruote sulle tracce della memoria.
Possiamo leggere direttamente dalla loro pagine

999655_614821815218117_144702298_n

“Il nostro PRIMO VIAGGIO è dedicato alla memoria della più grande tragedia della nostra epoca…..quella che ha pensato di poter trattare moltitudini di esseri umani come rifiuti da eliminare….. che ha praticato lo sterminio sistematico per la folle mente criminale di pochi ideatori e la sciagurata partecipazione di tantissimi collaboratori… attraverso la banalizzazione del male ridotto a normalità nella vita quotidiana…”.

Così questi tre amici e ciclisti hanno deciso di raccontare il loro viaggio verso Auschwitz, dal 12 al 22 luglio 2013.

66698_616178025082496_419066128_n

Da sempre appassionati di bicicletta hanno pensato di associare al viaggio un tema forte, unire la passione per la bicicletta all’amore per la storia.
I tre ciclisti sono partiti da Leno (Brescia) per arrivare a Auschwitz e infine a Cracovia.
Lungo il percorso hanno incontrato storici, sopravvissuti, e tante altre persone con le quali hanno condiviso momenti di viaggio e visitato i campi di sterminio e altri luoghi dedicati alla memoria.

Fabio scrive prima della partenza che per loro “Il viaggio vuole essere anche l’occasione per approfondire le proprie conoscenze sul nazismo e sulla shoah, documentandosi e leggendo; per provare a capire ciò che è incomprensibile”.

Dalle foto, dai commenti e da quello che possiamo vedere nel loro diario su facebook è evidente che questa è stata per loro un’esperienza importante e averla condivisa con noi attraverso il social network l’ha resa anche particolarmente interessante. La memoria è fatta di momenti privati e di momenti collettivi. L’insieme di queste esperienze ci aiutano a non dimenticare ciò che è stato e ciò che può sempre accadere tra noi.

581414_615333328500299_1377904420_n
Le foto, i filmati, le interviste, le loro impressioni e riflessioni, ma anche importanti e pratiche informazioni di viaggio come percorsi (tracce gpx), luoghi di sosta e pernottamento, posti da visitare e contatti, verranno resi disponibili tramite pubblicazione sul sito web http://www.theworldonwheels.net, ancora in costruzione. Nei loro programmi c’è l’intenzione di realizzare anche un DVD.

http://www.facebook.com/pages/The-world-on-wheels/594060530627579
(pagina con informazioni, aggiornamenti quotidiani e possibilità di interagire con i partecipanti)

Annunci

Stalag XB a Livorno

Il segno e la parola. Raccontare l’8 settembre. Questo è il titolo dell’iniziativa che mi vede coinvolto con il mio fumetto Stalag XB a Livorno. A più di 3 anni dall’uscita del libro continuano le occasioni per parlare della questione IMI tante volte affrontata in questo blog. Per me questo libro è stata l’occasione per scoprire una storia familiare e più collettiva che fino a poco tempo fa non conoscevo. Ma non sono il solo ad averla conosciuta molto tardi, infatti la storia degli internati militari italiani è una storia poco nota a dispetto del grande numero di persone coinvolte, più di 700.000 militari deportati. Ancora oggi mi capita spesso di ricevere mail di parenti di IMI che come me scoprono molto tardi la storia dolorosa del loro parente. Non è di rado che queste storie vengono fuori grazie a un diario o a qualche lettera ritrovata dopo la morte dell’ex deportato. Insomma storie nascoste o dimenticate perché quei militari al loro ritorno in Italia dai lager nazisti non furono degnati di alcuna considerazione. Il riconoscimento del loro ruolo di resistenti è storia di poco tempo fa. Di tutto questo ne parlerò a Livorno il 7 settembre – ore 16.00, presso la Circoscrizione 4 in Via Menasci, 4. Interverranno l’assessore Mario Tredici e Catia Sonetti che parlerà di cinema e memorie di fronte all’8 settembre. L’iniziativa è organizzata dall’Istoreco, dal Comune e dall’Anpi di Livorno. Qui tutti i dettagli.

20120904-224347.jpg

Traditur!

“CI SCUSIAMO PER L’INTERRUZIONE.

LA RIVOLUZIONE FEDERALISTA

VERRA’ RPRESA IL PIU’ PRESTO POSSIBILE.

La storia si ripete, sono passati 17 anni da questa stupenda copertina del settimanale Cuore del 1 ottobre 1994. Allora come oggi i leghisti gridavano al tradimento che allora portò Bossi a smollare il cavaliere. Probabilmente questa volta la situazione è diversa, sembra l’epilogo di una brutta storia. La storia del nostro ventennio (suona malissimo questa parola).

Finito un incubo ne verrà un altro, ma intanto godiamoci questo finale!

Bruno Fanciullacci

Oggi vi voglio raccontare una storia che non conoscevo affatto, come tante altre storie poco conosciute della resistenza. La storia di Bruno Fanciullacci. Chi è, o meglio chi era costui?

“Fanciullacci fu un partigiano gappista, medaglia d’oro della Resistenza. Alcuni lo ritengono un killer (“l’assassino di Giovanni Gentile”), altri – noi compresi – un eroe. Pochi sinora lo hanno considerato un filosofo. E’ tempo di omaggiarlo in quella veste”.

“Il 15 luglio lo arrestano ancora. Di nuovo torturato, per non tradire i suoi compagni tenta una fuga che è anche suicidio: si getta ammanettato da una finestra al primo piano, i suoi aguzzini gli sparano, un colpo alla testa lo uccide. E’ il 17 luglio. A novembre avrebbe compiuto venticinque anni.”

A parlarne sono i Wu Ming il collettivo di scrittori che nel loro blog “Giap” ne parlano ampliamente. Questa storia è interessante anche perché come scrivono sempre i Wu Ming su twitter “simbolo del conflitto che sfugge allo state-buoni, al dovete-sopportare, agli ingabbiamenti, alla “compatibilità”.

Sempre da Giap: “Tra gli intellettuali che scelgono Salò, il più importante è Giovanni Gentile, fondatore della dottrina filosofica detta “Attualismo”, colonna portante dell’edificio culturale fascista. Super-barone accademico, presidente di tutto il presiedibile, in vent’anni di dittatura Gentile è divenuto potente e ricchissimo. Hitler in persona gli ha conferito l’Ordine dell’Aquila Germanica”.

Questa storia è interessante perché ci fa guardare a muso duro cosa è l’Italia dopo l’8 settembre 1943. Chi come Gentile si schierò con convinzione dalla parte della Repubblica di Salò e chi invece dalla parte della guerra di liberazione.

In questo blog, potete leggere molto dell’8 settembre 1943. Ho parlato di un’altra resistenza, quella dei militari italiani deportati nei lager nazisti per non collaborare con la RSI. Ho parlato di come lentamente tra i militari si è formata una coscienza antifascista. Anche questa è una storia dimenticata, perché fastidiosa, difficile da raccontare. Non dimentichiamo che quei militari combatterono le guerre coloniali fasciste in Africa, e nei balcani contro la resistenza partigiana. Una storia che va affrontata fino in fondo senza titubanze. Quei militari cresciuti sotto il fascismo che ad un certo punto preferirono il lager piuttosto che continuare a combattere a fianco della RSI e dei nazisti. Vi segnalo questo video di un ex IMI Claudio Sommaruga che racconta della sua resistenza. Quella dei militari è una scelta diversa da quella di Bruno Fanciullacci che decide di colpire il “filosofo” Gentile. La sua è una scelta di campo precisa, maturata da giovane. Quella di Bruno è una storia che non va dimenticata.

Non ci possono essere mezze misure, l’Italia antifascista ha fatto la guerra di liberazione ed ha ucciso il nemico fascista e nazista tutte le volte che è stato necessario alla liberazione stessa. Il fascismo e poi la RSI è colpevole di essere stata una orrenda dittatura e di avere aggredito le libertà individuali e collettive, applicando per prima le leggi razziali. Quindi nessuna giustificazione o incertezza sulla nostra storia.

Il 17 luglio ricorre l’anniversario della sua morte ed è stata lanciata una campagna in sua memoria. Si chiede a tutti di modificare fino a domenica la vostra immagine del profilo di twitter e di facebook o di altri socialnetwork mettendo la foto di Bruno Fanciullacci.

Vi suggerisco di leggere l’articolo scritto dai Wu Ming e le loro considerazioni in merito. Buona lettura.