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Parliamo di social network

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Vi segnalo questo incontro che si terrà mercoledì 12 dicembre ore 18,30 a Bologna alla BIBLIOTECA RUFFILLI in Vicolo Bolognetti 2 a cura di WebLibero.
Si tratta di un nuovo incontro dedicato alla rete, che indagherà sul mondo dei social network.

Insieme ad Anedo Torbidoni di WebLibero provereremo ad interrogarci su alcune questioni cruciali del mondo dei social network. Questioni che ci permetteranno di comprendere la direzione verso cui si muove la rete.

Possiamo fermarci a Facebook e Twitter o proviamo a comprendere cosa ci sta dietro l’esigenza del mettersi in relazione, di fare comunità oggi, della nascita di nuovi sn?

Quali sono i meccanismi che permettono lo sviluppo di una rete comunicativa efficace legata ad una città o a un territorio?

Quali sono le esigenze dei vari attori in gioco e quale applicazione web può garantire un flusso comunicativo diverso per obiettivi, ruoli e responsabilità?

Non meno importante è comprendere cosa significa partecipazione, soprattutto quando parliamo di comunità di cittadini e di istituzioni pubbliche. Quali sono i problemi tecnologici e di comunicazione che vanno affrontati per sviluppare la progettazione partecipata?

Basta pensare come è cambiato il nostro approccio ai social network più famosi da quando li abbiamo utilizzati la prima volta ad adesso. Come sono cambiati gli stessi e come continuano a mutare.
Queste sono alcune riflessioni che WebLibero mette in campo per affrontare il tema dei sn, ma ci aspettiamo che altre domande e risposte verranno dai partecipanti.

Rullo di tamburi, squillo di trombe…

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è in arrivo il manuale del lettering, parole disegnate nel fumetto, edizione Tunué.

Dopo un lento e lungo periodo di lavorazione ho tra le mani il libro a cui ho lavorato tanto. fa un certo effetto vederlo così tutto ben curato nella sua veste grafica. Dopo aver avuto davanti gli occhi per tanto tempo il blocco notes dell’Iphone con il quale ho scritto tutti i testi del libro. Sono tante le persone che hanno collaborato e tanti i libri che ho comprato per farmi un idea dei tanti modi di fare lettering. Quello che non ho fatto è stato scrivere una storia del fumetto attraverso il lettering, ma ho attinto da diversi periodi storici e da stili più disparati. Ci saranno assenze più o meno clamorose e presenze di illustri sconosciuti ma ho messo tutto quello che ho ritenuto utile e necessario alla descrizione degli argomenti trattati. Ci sono due interviste molto interessanti a due esperti, Francesca Biasetton per la calligrafia e Andrea Accardi per un po’ di storia e suggerimenti sul lettering. Ad Accardi ho fatto un’intervista video e nel libro trovate i codici QRc per vederli direttamente dal cellulare. Qualcosa che può interessare a molti è la storia del letterista scomparso, colui che insegnò a Will Eisner a fare il lettering. Questa è stata una segnalazione che ha riportato Diego Ceresa, noto letterista, ad un bel dibattito tenutosi a Lucca durante il festival. Qui il link al libro dove trovate anche un’anteprima. Mentre da questo link andate al blog dedicato al lettering per il fumetto. Adesso che è terminata la fatica mi rilasso pensando alla prossima avventura che sarà un fumetto.

M^C^O bene leggasi MACAO

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Vi segnalo questo interessante articoloche spiega cos’è M^C^O a Milano. Un’esperienza durata solo 10 giorni e appena sgomberata dalla polizia per occupazione abusiva di proprietà privata, abbandonata da tempo. Quel che ritengo molto interessante non è la discussione sul diritto o meno di poter occupare degli spazi privati abbandonati per fini sociali ma il progetto che sta dietro quest’esperienza che non ha intenzione di fermarsi davanti questo primo ostacolo. Infatti davanti sono accorsi tante persone e dai twitter sembrano intenzionati a dormire li davanti. Potete seguire su twitter cercate MacaoTwit o l’hastag #macao e cogliere lo spirito interessante di questa occupazione.
L’argomento spazi occupati o gestione politica da parte della neo giunta di centrosinistra a Milano di Giuliano Pisapia sono in secondo piano rispetto all’idea di mettere in discussione la figura del lavoratore creativo e culturale andando oltre l’esperienza già innovativa del co-working.

Così descrive lo spazio l’articolo di Roberto Ciccarelli “Uno spazio verticale di 33 piani dove riunire le arti e le professioni indipendenti, liberali, cognitive e creative, come quelle operaie e artigiane, seguendo un modello di auto-governo che va dalla formazione alla co-progettazione, dalla creazione di una filiera dell’arte alternativa a quella pienamente finanziarizzata (a Milano, passando da Venezia e Roma e, poi, sulla scena globale) ad un laboratorio del co-working dove il principale obiettivo è la creazione e la socializzazione di un’attività operosa, non la concessione a pagamento di loculi dove la “creative class” si accomoda con il suo computer e finge la normalità di avere un ufficio, ricevere i “clienti”, simulare la comodità di un atelier, quando invece paga solo il marchio acquistato in franchising dalle multinazionali del co-working.

L’idea è quella di reinventare nuovi modelli del lavoro professionale e di mettere in gioco le relazioni e la condivisione. L’idea mi sembra molto interessante e anche molto innovativa. Questo è anche lo spirito del web che mi piace e che si realizza anche nei luoghi fisici come Macao. Sono queste esperienze che probabilmente possono portare qualcosa di nuovo anche nell’economia concreta e soprattutto nella società.
Tra le iniziative vi segnalo quella simpatica degli autori di fumetto che stanno disegnando in diretta e in collaborazione tra logo. Su twitter cercate Tito Faracie Paolo Castaldi Nella foto di Paolo la preparazione della tavola che verrà presentata domani. Seguiteli su twitter.

La giornata della memoria

Il 27 gennaio è la ricorrenza della giornata della Memoria, io mi troverò a parlarne all’assemblea d’Istituto del Liceo Classico e Scientifico “Giordano Bruno” di Budrio presso il Teatro Consorziale che pare sia proprio un bel teatro.
Insieme a me ci saranno Silvana e Bruno Vialli, Gisella Gasperi e Luisa Cicognetti. Racconteremo la storia degli Internati Militari Italiani in Germania, 1943-1945.
Questo il programma:
– Introduzione all’argomento con un breve cenno storico di LUISA CIGOGNETTI, responsabile sezione audiovisivi Istituto Storico Parri Emilia-Romagna
– “Ho scelto la prigionia“, diario fotografico clandestino di Vittorio Vialli, illustrato da BRUNO VIALLI
Stalag XB“. Un fumetto che racconta la storia di Gioacchino Virga, presentato dal suo autore MARCO FICARRA
www.unastoriainviaggio.org” un sito nato per documentare un viaggio compiuto in Germania nei luoghi della deportazione dei militari italiani, compiuto da BRUNO e SILVANA VIALLI, MARCO FICARRA, GISELLA GASPARI e MARIO CUSIMANO, raccontato dai viaggiatori stessi, con foto, video, disegni, testi, commenti.

In questo blog ho raccontato spesso di come è nato l’interesse per la deportazione dei militari italiani, grazie alla scoperta casuale delle lettere di mio zio Gioacchino Virga morto in un lager nazista. Da quelle lettere è nato il libro Stalag XB e poi il viaggio. Un sito dedicato alla memoria degli IMI www.8settembre1943,info e uno dedicato al viaggio www.unastoriainviaggio.org
La scoperta di quelle lettere  mi ha permesso di conoscere parecchie persone, posso dire che si tratta di una comunità che ha in comune un dolore per troppo tempo taciuto e la passione di raccontarlo. grazie all’opera di parenti, storici, sta venendo alla luce con forza.

26 gennaio Torino
Segnalo anche il concerto dedicato al giorno della memoria a Torino – Cascina Roccafranca il 26 gennaio alle ore 21 – del gruppo Le Primulerosse con Maria Grazia Alemanno, (repetorio cantacronache, canti di protesta, lager). Dove saranno proiettate le immagini di Stalag XB, Per l’iniziativa sono stato contattato da Maria Grazia Alemanno insegnante del liceo artistico di Torino, il papà è stato un internato militare.

30 gennaio Istituto Parri Bologna
Un’altra iniziativa a cui partecipo, è la presentazione del libro Voci dal Lager diari e lettere dei deportati politici italiani 1943-1945, di Mario Avagliano e Marco Palmieri, Einaudi 2012. presso l’Istituto Storico Parri di Bologna con l’Aned Bologna. Insieme all’autore Mario Avagliano e a Luca Alessandrini direttore dell’Istituto Parri ci saranno Alberto De Bernardi Università di Bologna, Andrea Ferrari studioso e rappresentante di Aned Bologna. Marco Palmieri e Mario Avagliano li ho conosciuti per il loro libro sugli IMI. Per chi si trova a Bologna lunedì 30 gennaio ore 17, Sala del Refettorio ex Convento di San Mattia, ingresso da via Sant’Isaia 20. suggerisco di sentire l’intervento di Mario Avagliano che insieme a Marco Palmieri hanno la qualità di esprimersi con grande chiarezza. Un vero piacere sentirli.

Scavando tra i ricordi

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Scavando scavando sono venute fuori dei piccoli gioielli dell’editoria per ragazzi di quando ero bambino. In realtà non ho proprio scavato ma dopo più di vent’anni ho avuto accesso alle scatole dei libri della vecchia casa di quando vivevo a Palermo. È stato un tuffo nel passato, ho ritrovato tante cose, lettere, disegni, diari, cartoline. Ero un appassionato di cartoline, di tutti i tipi. Da quelle più vecchie a quelle che acquistavo io o che ricevevo. Quest’ultime si sono salvate dagli attacchi di mio fratello che aveva l’abitudine di ritagliarle per prendersi i francobolli, sua antica passione. I miei mi hanno sempre assicurato che nulla era andato disperso nel trasloco ed infatti ci sono tutti i miei ricordi che partono già dalla fine degli anni settanta. Accidenti, il tempo passa. Tornando a scheggia sui ritrovamenti degni di nota, parecchi libri illustrati e pop up. La mia passione era la collana Tantibambini curata da Bruno Munari per Einaudi. Tante storie belle e pazze che mi affascinavano veramente tanto. Nelle immagini Cappuccetto Giallo di Munari e Giovannino Perdigiorno di Gianni Rodari. Come si può leggere nel retro, questa la poetica: “fiabe e storie semplici, senza fate e senza streghe, senza castelli lussuosissimi e principi bellissimi, senza maghi misteriosi, per una nuova generazione di individui senza inibizioni, senza sottomissioni, liberi e coscienti delle loro forze”.

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Perché usiamo la parola font

Vi segnalo questo interessante articolo di Antonio Dini su IlPost a proposito dei caratteri da stampa e dell’origine della parola “font”.

…”Un bel giorno di venticinque-trent’anni fa, infatti, un signore di cui la storia non ci ha tramandato il nome, si è trovato di fronte un problema: doveva tradurre dall’inglese le stringhe di testo per la localizzazione di un nuovo sistema operativo. E doveva farlo di corsa perché doveva essere tutto pronto entro metà 1984. Si trattava del Macintosh, il nuovo computer creato da Apple, e bisognava tradurre in italiano una serie di termini alquanto bizzarri (“File”, “Edit”, “Copy”, “Paste” e soprattutto “Font”, i set di caratteri che erano contenuti dentro una “valigetta” digitale).
Già gli informatici americani avevano fatto una scelta riduzionista e deciso che il termine corretto era “font”, non typeface, e neanche l’alternativa “fount”, anch’essa molto usata nelle tipografie d’oltreoceano. Il nostro traduttore probabilmente ignorava buona parte di questa storia e comunque decise di non decidere: il termine non si prestava facile all’orecchio di chi non lavorasse immerso nel gergo dei tipografi americani, e quindi lasciò tutto così com’era. Font divenne così font.”
L’articolo parla anche della parola corretta che andava usata e che era in uso in Italia in ambito tipografico, si tratta di “polizza”.
Sono tanti i punti che tocca nel suo articolo e qui potete leggerlo interamente, ne vale la pena.

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L’unità d’Italia e il nucleare

Credo che l’immagine che ha realizzato Sandra Sisofo per il suo blog Mix With e che vedete qui a fianco è molto forte e convincente. Ribalta qualsiasi sragionamento sull’unità e i festeggiamenti per i 150 anni. Quindi unità d’Italia ma su un’idea di futuro, libero dall’incubo nucleare. A coloro che si sentono molto realisti e poco emozionabili di fronte alle catastrofi, dico che è proprio per un gran senso di realismo che non mi sembra opportuno che in Italia si avvii una politica energetica nucleare. Prima di tutto perché, anche ipotizzando il massimo della sicurezza possibile, può arrivare l’evento non prevedibile come è successo in Giappone con gli effetti disastrosi che stiamo osservando. Inoltre, considerato che l’Italia è uno stato fortemente clientelare e mafioso, non mi sentirei molto tranquillo all’idea che la sicurezza nazionale venga riposta nelle mani di questa classe dirigente.  Questo ovviamente non risolve i problemi di sicurezza visto che l’Italia è circondata da centrali nucleari. Comunque almeno fino a questo momento non devo immaginare che sotto il giardinetto vicino casa mia oltre ai rifiuti tossici ci potremmo trovare anche qualche barra di uranio.

Con affetto…

“Solo le lacrime di diecimila angeli potevano scatenare un simile diluvio! E, a pensarci bene, forse erano proprio angeli”.
Con queste parole comincia una delle storie a fumetti più struggenti e belle di Will Eisner e con queste parole voglio dedicare un pensiero a Luigi Granata, mio zio, che ieri, sotto la pioggia scrosciante, è stato salutato per l’ultima volta dai suoi cari e da tantissima gente di Agrigento.

Storie ritrovate

Giorgio Gaggio

Giorgio Gaggio

Da quando mi sono occupato dei militari italiani deportati dopo l’8 settembre del ’43 e aver realizzato un sito tematico ad essa dedicata, oltre il libro Stalag XB, ricevo con costanza mail di parenti di internati che spesso solo dopo la morte dei loro cari scoprono queste storie drammatiche. Altri, mi contattano per avere informazioni su come procedere nella ricerca di un nonno, uno zio che non è più tornato. Oppure, qualche ex internato mi telefona per raccontarmi la sua storia. Devo dire che il tono tra i primi (i parenti) e i secondi (gli ex imi) è sostanzialmente differente. I primi sono alla ricerca di un filo interrotto, di una storia drammatica da ricostruire, un po’ quello che è successo a me. I secondi invece sono una profusione di parole, hanno una gran voglia di raccontare la loro storia che porta sempre ai giorni nostri, all’attualità. Lo dico sempre, quando sono con Riccardo Marchese io parlo degli IMI e lui parla della situazione politica di oggi. Nel sito 8settembre1943.info potete leggere una breve biografia di un ex IMI Nino Romano che prima di tornare a casa, alla fine del’46 dopo più di un anno dalla liberazione ne vide di tutti i colori. Presto metterò anche il pdf completo della sua storia a disposizione. Il 28 gennaio sono stato nella bellissima Murano, per un incontro sulla storia di un IMI muranese raccontata dal nipote Giorgio Gaggio. Anche questa storia la potete leggere qui. L’incontro è stato realizzato grazie all’IVESER (Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea) che ha intenzione di mettere a disposizione dei veneziani oltre 4500 biografie di IMI. L’archivio stava per essere disperso ma grazie a loro lavoro è stato recuperato e a breve verrà sistemato. Mi hanno raccontato di questo recupero fatto negli ultimi giorni dell’anno con le barche, e già a Venezia un trasloco si fa con la barca. Probabilmente non tutti i familiari di quelle 4500 persone conoscono la storia di quell’internamento. Un po’ come per tutti gli altri. Se fate qualche domanda in famiglia è probabile che un nonno uno zio un prozio ha subito quell’esperienza. Quello che potete fare è raccogliere quella storia e raccontarla. Buona ricerca.

Auguri di buon 2011

Anch’io non potevo esimermi dal fare gli auguri di fine anno. Allora mi è venuto in mente di fare questo giochetto, L’immagine qui sotto è un QR code, cioè una elaborazione sofisticata del codice a barre. Se avete un cellulare con l’applicazione per rilevare il codice (scaricabile gratuitamente on line) fatevi sotto. Per chi non lo possiede basta fare un click qui. Scoprirete qual’è stato il post più letto in questo blog da sempre.

Auguri di buon 2011!

Dimenticavo, immaginate quante informazioni si possono dare con i QR Code, potete inserire link, video, e tante altre informazioni, tutte in un quadratino.