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Che bella serata!

Ieri sera è stata una bella serata, nella foto vedete la sala della libreria piena. Tanti amici e parenti che mi hanno accolto calorosamente, li ringrazio tutti e in particolare, per l’appassionato intervento, Ottavio Terranova presidente dell’ANPI di Palermo che ha segnalato l’importanza del recupero della memoria dei tanti resistenti siciliani sia IMI che partigiani, lanciando la proposta della nascita di un’istituto storico a Palermo. Ben due persone mi hanno segnalato le storie di loro parenti IMI che presto saranno raccolte e raccontate nel sito www.8settembre1943.info. Anzi colgo l’occasione per chiedervi di segnalarmi nuove storie di internati militari. A termine della presentazione le tipiche dediche disegnate dei libri a fumetto che hanno riscosso molto successo. Sono andati via tutti i libri e diverse persone li hanno prenotati alla libreria Garibaldi. Segnalo il sito dedicato al libro.

Stalag XB a Palermo un anno dopo

Dopo più di un anno ritorno a presentare il mio libro, mercoledi 29 dicembre ore 18,30 al Bar Libreria Garibaldi, via Paternostro, 46. Sono tante le cose da raccontare da quella volta. Prima di tutto la recente scoperta legata a Gioacchino Virga, il mio parente protagonista del libro. Ne ho già parlato qui nel blog del ritrovamento del luogo di sepoltura ad Amburgo e del suo ultimo lager. Poi c’è stato il viaggio “l’altra resistenza” e la conoscenza di tante persone che lavorano alla riscoperta di questa storia dimenticata, parenti di IMI, storici e diversi ex internati. Uno di questi che è diventato per me un caro amico è Riccardo Marchese, qui potete vedere la sua video intervista. Una persona splendida, con lui passiamo ore a chiacchierare e raccontarci tante storie. Questa presentazione la dedico ad Anna Virga, la sorella di Gioacchino, mi ricordo con quanta emozione ha assistito alla prima, avrei voluto condividere con lei le ultime scoperte, qui un mio pensiero a lei dedicato.
Proietterò video, foto e testimonianze raccolte in tutto questo tempo.

Garibaldi a Palermo

Mi trovo a Palermo, in questo momento mi trovo al Bar Libreria Garibaldi è un locale, anzi due, aperti da mio fratello Davide. Avevo visto a settembre del 2009 i locali molto disastrati nel cuore del centro storico (accanto alla mitica Focacceria San Francesco) adesso sono irriconoscibili, belli. Un bar e una libreria, gli scaffali della libreria li ha fatti mio padre in tempi da record. Oltre alla falegnameria la sua passione è la
storia e la memoria dei movimenti rivoluzionari siciliani. Anzi vi annuncio che mio padre aprirà un blog per raccontare queste storie. Chi conosce la storia del movimento rivoluzionario più importante di fine ‘800? Parlo dei fasci siciliani (movimento sindacale, no fascista) a breve vi segnalo il link. Torniamo al bar di mio fratello, lui ha aperto tanti posti diventati mitici, per chi è di Palermo o semplicemente ci è passato, penso al “Cambio cavalli” o al “Malox”. Bene, quello che mi piace di questi posti è la capacità di divenire luoghi affascinanti. Luoghi carichi di immaginario. Insieme a mio fratello al Bar Libreria Garibaldi ci sono Annibale Cangemi e Salvo. Equizzi. Il design è di Assia Alaimo. Per i panormiti, il 29 dicembre alle 18,30 presenterò il mio libro, Stalag XB.

Quel disegno che feci da bambino.

Circa una quindicina di anni fa ho ripreso a disegnare. Avevo smesso subito dopo l’accademia perché non mi dava più soddisfazione quello che facevo. Avevo deciso che non aveva senso il figurativo e pensavo corretto darsi all’astrattismo. Soltanto che quello che facevo non aveva un gran forza e un poco alla volta ho abbandonato la pittura. Poi quindici anni fa ho sentito la necessità di riprendere a disegnare con la china, la matita su carta. Mi ricordo che era estate e avevo preso questa decisione di ridisegnare e non l’ho fatto in modo semplice e naturale prendendo carta e penna ma andai in campagna dai miei e gli chiesi di comprendere il mio bisogno di isolamento e quindi di non organizzare incontri con i parenti che non volevo sentire neanche al telefono. All’epoca non esistevano i telefonini. Insomma per una settimana mi misi nella roulotte che loro tenevano in campagna a Petralia Sottana (Madonie) con tantissimi fogli e tanta china. Avevo deciso che per riprendere a disegnare dovevo partire da questo disegno che avevo realizzato quando ero bambino. Mi ricordo ancora, nel salone di quella grande casa di Palermo. Mi ispirai ad una foto, quello che faccio ancora adesso. A Petralia, tenendo bene in mento quel disegno, realizzai quasi un centinaio di disegni. Alcuni belli e molti brutti. Per me fu molto importante. Se state pensando: “ma quanto se la tira questo qui”. Lo so sono tutte pippe mentali ma per me importanti, niente di più e niente di meno.

Giacomo Baragli un intellettuale siciliano

Sistemando la mia libreria è venuto fuori un piccolo libro, “L’altra isola” di Giacomo Baragli, 1977, ed. Celebes. Una raccolta di articoli pubblicati sulla stampa locale e altri scritti brevi sulle problematiche dell’arte e dei beni culturali in Sicilia ed in particolare a Palermo. L’opinione schietta e libera di chi crede nell’onestà intellettuale a tutti i costi. Sfogliando leggo un articolo sulla Galleria d’arte Moderna di Palermo e non usa mezzi termini nel descrivere l’incuria e l’inettitudine nella gestione culturale priva di prospettiva e relegata alla gestione dei doni di qualche famiglia ricca palermitana di quadri considerati da Baragli di dubbio gusto. Tra i vari articoli diversi sul ruolo del sindacato degli artisti e mi viene in mente le attuali discussioni sull’attualità del sindacato dei fumettisti.

Nell’introduzione parla della polemica tra Elio Vittorini e Palmiro Togliatti sul ruolo della cultura. La sua posizione emerge con chiarezza in pieno sostegno della tesi di Vittorini ma senza farne motivo di arroccamento ma con un dialogo forte con la politica. Come la sua vita da intellettuale impegnato ha dimostrato. Baragli l’ho avuto come docente all’Accademia di Belle Arti di Palermo e lo ricordo con piacere, la sua voglia di insegnare e di discutere rendevano molto gradevoli le giornate del corso di decorazione. Mi ricordo i bei momenti passati a discutere sul sistema dell’insegnamento dell’arte in Accademia e delle proposte che insieme agli altri studenti volevamo attuare. Purtroppo in quegli anni gran parte del corpo docente vedeva malamente qualsiasi proposta innovatrice e ostacolava in tutti i modi. Poi la sua prematura morte fu la causa principale del mio trasferimento a Bologna. Sempre dal libro, in riferimento ad una mostra di opere restaurate di Palazzo Abatellis, dice: “per impostare un rapporto corretto tra il patrimonio culturale del museo e la comunità dei cittadini, prefigurando quel museo attivo che dovrebbe essere una delle fondamentali strutture culturali della città moderna” e poi continua “si parte, va detto subito, proprio da zero; si parte cioè dallo scarsissimo senso della proprietà dei palermitani; ricchissimi invece di senso del possesso, che è tutt’altra cosa”. Mi verrebbe di trascriverlo tutto perché è molto interessante e attualissimo. Giacomo Baragli era uno di quelle teste pensanti che aveva un idea del sistema museale e artistico della città.
Qui ho trovato la sua biografia. La foto che ritrae Giacomo Baragli l’ho presa da Kalós rivista d’arte da lui diretta.

Altroquando

Sorpresa, stupore, gioia, delusione, quali novità mi aspettano da Salvo? Salvo di Altroquando, che quando s’attacca a raccontare delle prossime uscite non si spiccia più e io devo tornare a casa a leggermi i miei fumetti. Poi mi dice che ancora il pezzo forte deve arrivare e a me viene lo spinno di stare chiuso dentro Altroquando finché non arriva, sto pezzo forte, ma poi chi la sentirebbe mia mamma. Vabbé Salvo, dammi l’ultimo numero di Ratman e ci vediamo domani. Per oggi sono bello e sistemato!

Un immaginario pensiero di un giovane appassionato di fumetti che va da Altroquando a comprare i suoi sogni di carta. Non sono ipotetici pensieri solo di giovanissimi lettori e frequentatori della bella fumetteria di Salvo in corso Vittorio Emanuele 143 a Palermo, ma capita a tutti gli appassionati delle nuvole parlanti che entrano da Altroquando. Infatti sai già che troverai libri interessanti e particolari che soli li puoi trovare. Se passi davanti e sbirci nelle vetrina e vedi Salvo non puoi fare a meno di entrare a salutarlo anche se non hai nulla da comprare, perché sei sicuro di incontrare qualcuno, un’appassionato di fumetti, un amico o per scambiare quattro chiacchiere con lui.
Altroquando non è solo un’edicola fumetteria ma è un luogo speciale che non vorrei che chiudesse mai, come ha ipotizzato lo stesso Salvo. Insomma, quando vengo a Palermo è il mio punto di riferimento in città. Questo disegno è il mio omaggio ad Altroquando.

Terra, terra!

Il marinaio balla di gioia, oggi è scampato alla bufera. Domani sarà un altro viaggio.

A Palermo!

LetteraVirgaLa prossima tappa delle presentazioni di Stalag XB è venerdì 25 settembre 2009 ore 18 alla Feltrinelli, Via Cavour, 135 Palermo. Non posso nascondere che sono un po’ emozionato, Palermo è la mia città natale e sicuramente ci saranno diverse persone che conosco, la mia famiglia e gli amici. Poi Palermo era la città di Gioacchino Virga. Nel libro ho disegnato Gioacchino a Mondello la spiaggia dei palermitani, l’ho disegnato in un momento di relax prima della partenza per la Grecia dove dopo l’8 settembre 1943 fu imprigionato dai nazisti e poi deportato nei lager.

A fare quattro chiacchiere con me ci sarà Andrea Plazzi, editor e traduttore, esperto di fumetto, che ha pubblicato con Punto Zero e curato per altre case editrici i fumetti di Will Eisner in Italia, l’ultimo appena uscito in libreria è il capolavoro “Contratto con Dio” della Fandango.

A Palermo soprattutto c’è Anna Virga, la sorella di Gioacchino, che ha conservato per tutti questi anni le lettere che il fratello inviava alla famiglia. Quando mi è balenata in mente l’idea di raccontare questa storia ho subito pensato a lei, non sapevo come avrebbe potuto reagire. Per lei significava riaprire una ferita e io non avevo mai fatto un libro. Quando le ho fatto vedere le prime pagine che avevo disegnato del fumetto e ho visto in lei l’emozione nel rileggere le lettere del fratello, lettere che prendevano una forma diversa da quella conosciuta fino a quel momento, ho pensato che potevo andare avanti.