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Perché usiamo la parola font

Vi segnalo questo interessante articolo di Antonio Dini su IlPost a proposito dei caratteri da stampa e dell’origine della parola “font”.

…”Un bel giorno di venticinque-trent’anni fa, infatti, un signore di cui la storia non ci ha tramandato il nome, si è trovato di fronte un problema: doveva tradurre dall’inglese le stringhe di testo per la localizzazione di un nuovo sistema operativo. E doveva farlo di corsa perché doveva essere tutto pronto entro metà 1984. Si trattava del Macintosh, il nuovo computer creato da Apple, e bisognava tradurre in italiano una serie di termini alquanto bizzarri (“File”, “Edit”, “Copy”, “Paste” e soprattutto “Font”, i set di caratteri che erano contenuti dentro una “valigetta” digitale).
Già gli informatici americani avevano fatto una scelta riduzionista e deciso che il termine corretto era “font”, non typeface, e neanche l’alternativa “fount”, anch’essa molto usata nelle tipografie d’oltreoceano. Il nostro traduttore probabilmente ignorava buona parte di questa storia e comunque decise di non decidere: il termine non si prestava facile all’orecchio di chi non lavorasse immerso nel gergo dei tipografi americani, e quindi lasciò tutto così com’era. Font divenne così font.”
L’articolo parla anche della parola corretta che andava usata e che era in uso in Italia in ambito tipografico, si tratta di “polizza”.
Sono tanti i punti che tocca nel suo articolo e qui potete leggerlo interamente, ne vale la pena.

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Lezione 5 di Fontlab

Dopo un lungo silenzio riprendo con la quinta lezione di Fontlab. Nei due video sotto parlo di come si modifica la spaziatura tra le lettere e tra singole coppie di lettere. Buona visione!

Quarta lezione di Fontlab

Il nuovo anno lo cominciamo con la quarta lezione di Fontlab studio 5. La lezione è divisa in tre parti. Come realizzare gli accenti e le lettere accentate.

In questa prima parte vediamo come inserire l’accento grave.

Nel secondo video vediamo come copiare l’accento e invertirlo specularmente.

Mentre qui vediamo come realizzare le lettere accentate in modo automatico.

Non c’e futura sans arial!

Ma cosa sto scrivendo? Non vi preoccupate è solo perché non potevo non segnalarvi questo blog di rappresentazioni grafiche dei font giocando sui loro nomi. Sono tanti e quello che ho messo qui come immagine è quello che mi piace di più. Fatevi un giro ne vale la pena.

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Terza lezione di Fontlab

Continuiamo con le mini lezioni di FontLab Studio 5 per la realizzazione di un font. Le lezioni precedenti le trovate 1 e 2– Stiamo realizzando un font per il lettering dei fumetti. In particolare sto ricostruendo le fasi di realizzazione del font di Guy Delisle.

La fine della scrittura a mano

Ultimamente mi è capitato di riflettere su come ho cambiato il mio approccio con la scrittura da quando uso l’iphone: prendo appunti, scrivo mail, piccoli racconti e tutto quello che mi passa per la testa con grande velocità di esecuzione e con maggiore attenzione ai contenuti. Ho sempre avuto una pessima grafia e rileggere ciò che avevo scritto è sempre stato un problema. Soprattutto per gli appunti, dove la velocità di pensiero si traduceva in linee orizzontali prive di qualsiasi possibile interpretazione.

A proposito di ciò mi è capitato di leggere alcuni stralci di un articolo che ipotizza la fine della scrittura a mano. Il professore dell’Oberline College Anne Trubek scrive:

“molti sanno, ma fingono di non sapere, che la scrittura non è un atto naturale. Scrivere non è come osservare o parlare, doti innate: scrivere deve essere insegnato, e questa azione è stata prerogativa di pochi.”

Ricordo le paginette con le astine e i tondini. La Trubek continua:
“La scrittura calligrafica ha fatto parte della storia umana solo per 6000 dei suoi 200.000 anni. I suoi effetti sono stati enormi, certo: ha alterato il nostro cervello in meglio (ma) la scrittura a mano è diventata lentamente una mera forma di autoespressione che ha smesso di essere da tempo la prima modalità di comunicazione scritta. La tipografia ha portato democrazia, ha elevato la prosa al ruolo di espressione delle idee e non di bellezza della scrittura.”
Aggiungo che anche la bellezza intesa come possibilità molteplice di sviluppo grafico ne ha tratto beneficio con la tipografia prima e con il digitale successivamente.

La tua grafia diventa un font con pochi click

Questa volta non si tratta di una nuova puntata delle mie mini lezioni su Fontlab Studio 5 ma di una simpaticissima idea della Pilot per realizzare con la vostra grafia il vostro font di scrittura, tutto con pochi click. Quello che vedete nell’immagine si tratta della mia scrittura, pessima, fatta con il mouse e digitalizzato da questo programmino.

Potete fare lo stesso andando sul sito della Pilot registrarvi, scaricare il template, scrivere le vostre lettere e poi caricare il file tramite webcam o salvando l’immagine in jpg. Insomma un giochino simpatico. Scrivete quello che volete e poi lo inviate via mail.

Seconda Lezione di FontLab

Iniziamo con la seconda lezione di FontLab per realizzare un font disegnat a mano dall’autore canadese Guy Delisle per Fusi Orari i libri di Internazionale, per chi avesse perso la prima è qui, con le spiegazioni e tutti i dettagli a cui fare attenzione. Questa volta ho usato il video, Saranno molto graditi i commenti e i suggerimenti. Se avete domande o dubbi chiedete pure.

Nei primi due video vi faccio un ripasso veloce della lezione precedete dove abbiamo visto come salvare le nostre lettere in tracciati con photoshop e copiarle in un documento illustrator.

Importante sistemare bene le preferenze di illustrator come spiegato nella prima lezione. Continua a leggere

FontLab presentazione e 1° lezione

1° Lezione

Per questa lezione partiremo da un font disegnato dall’autore del bel romanzo a fumetti Pyongyang, pubblicato in Italia da Fusi Orari la casa editrice di Internazionale. Per digitalizzare questo font siamo partiti dall’edizione francese letterata a mano dall’autore stesso. Con questo font la RAM ha realizzato anche i due libri successivi dell’autore canadese,  Shenzhen e Cronache birmane.

Dopo aver scansionato i nostri caratteri disegnati su carta, con una risoluzione di 1200 dpt, apriamo con photoshop il nostro file.

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