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Video, foto e disegni, ultimi ritocchi per domani

Siamo a Caltagirone e stiamo preparando la giornata di domani, faremo due presentazioni. La mattina con i ragazzi della terza media e nel pomeriggio con la città presso il comune, alla presenza del sindaco, insomma presentazione ufficiale. Parleremo del viaggio fatto l’anno scorso nei lager degli internati militari e del mio fumetto. Racconteremo delle foto di Vialli. Stiamo ragionando su come rendere Interessante la presentazione ai ragazzi. Faremo vedere i miei disegni, le foto, i video e il booktrailer del libro. Speriamo di essere all’altezza della situazione e di conquistare la loro attenzione. Domani vi farò sapere. Nelle foto la mostra a Caltagirone delle tavole di Stalag XB.

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Stalag XB a Caltagirone

Si riparte, questa volta per la Sicilia. Il 19 febbraio a Caltagirone presenteremo la mostra “Stalag XB, storia di un non ritorno”. Sono 30 pannelli con le tavole del mio fumetto e le foto di Vittorio Vialli, più qualche pannello di spiegazione della questione degli Internati Militari Italiani e delle brevi biografie di Gioacchino Virga e Vittorio Vialli. La mostra è stata realizzata da Silvana Vialli con la mia partecipazione. Oramai siamo diventati degli esperti in fatto di mostre, anzi sono perché Silvana già lo è da tempo. A Caltagirone ci saremo tutte e cinque i viaggiatori dello scorso anno. Viaggio raccontato sul sito unastoriainviaggio.org nei luoghi della deportazione. Questa volta, racconteremo la nostra esperienza del viaggio e questa vicenda importante degli IMI. Incontreremo gli studenti di Caltagirone e poi un incontro con la città al municipio. Un incontro organizzato, in occasione della giornata della memoria, da Sebastiano Favitta della galleria Ghirri di Caltagirone, ne parlo qui Vi terrò aggiornati.
Per saperne di più www.8settembre1943.info

Festival Siciliambiente 2011

Vi segnalo il nuovo sito del Festival Siciliambiente 2011. Quest’anno è la terza edizione e come sempre la grafica è realizzata dal mio studio (RAM) il progetto grafico lo ha realizzato Sandra Sisofo. L’idea molto semplice ma efficace è stata quella di mettere insieme una barchetta di carta, la pellicola cinematografica e il mare. Tutti elementi molto forti, Qualcuno potrebbe obiettare sull’uso della pellicola in piena era digitale, ma la simbologia della pellicola richiama immediatamente all’idea di filmato. L’insieme degli elementi rende bene l’idea di un ambiente (marino, ma non solo. Siamo a San Vito Lo Capo in Sicilia) da salvare. Insomma un festival di documentari. Per chi è interessato a questo tema o conosce persone che se ne occupano, le iscrizioni sono ancora aperte per partecipare. Il festival è organizzato dalla Demetra Produzioni di Antonio Bellia.

Garibaldi a Palermo

Mi trovo a Palermo, in questo momento mi trovo al Bar Libreria Garibaldi è un locale, anzi due, aperti da mio fratello Davide. Avevo visto a settembre del 2009 i locali molto disastrati nel cuore del centro storico (accanto alla mitica Focacceria San Francesco) adesso sono irriconoscibili, belli. Un bar e una libreria, gli scaffali della libreria li ha fatti mio padre in tempi da record. Oltre alla falegnameria la sua passione è la
storia e la memoria dei movimenti rivoluzionari siciliani. Anzi vi annuncio che mio padre aprirà un blog per raccontare queste storie. Chi conosce la storia del movimento rivoluzionario più importante di fine ‘800? Parlo dei fasci siciliani (movimento sindacale, no fascista) a breve vi segnalo il link. Torniamo al bar di mio fratello, lui ha aperto tanti posti diventati mitici, per chi è di Palermo o semplicemente ci è passato, penso al “Cambio cavalli” o al “Malox”. Bene, quello che mi piace di questi posti è la capacità di divenire luoghi affascinanti. Luoghi carichi di immaginario. Insieme a mio fratello al Bar Libreria Garibaldi ci sono Annibale Cangemi e Salvo. Equizzi. Il design è di Assia Alaimo. Per i panormiti, il 29 dicembre alle 18,30 presenterò il mio libro, Stalag XB.

Giacomo Baragli un intellettuale siciliano

Sistemando la mia libreria è venuto fuori un piccolo libro, “L’altra isola” di Giacomo Baragli, 1977, ed. Celebes. Una raccolta di articoli pubblicati sulla stampa locale e altri scritti brevi sulle problematiche dell’arte e dei beni culturali in Sicilia ed in particolare a Palermo. L’opinione schietta e libera di chi crede nell’onestà intellettuale a tutti i costi. Sfogliando leggo un articolo sulla Galleria d’arte Moderna di Palermo e non usa mezzi termini nel descrivere l’incuria e l’inettitudine nella gestione culturale priva di prospettiva e relegata alla gestione dei doni di qualche famiglia ricca palermitana di quadri considerati da Baragli di dubbio gusto. Tra i vari articoli diversi sul ruolo del sindacato degli artisti e mi viene in mente le attuali discussioni sull’attualità del sindacato dei fumettisti.

Nell’introduzione parla della polemica tra Elio Vittorini e Palmiro Togliatti sul ruolo della cultura. La sua posizione emerge con chiarezza in pieno sostegno della tesi di Vittorini ma senza farne motivo di arroccamento ma con un dialogo forte con la politica. Come la sua vita da intellettuale impegnato ha dimostrato. Baragli l’ho avuto come docente all’Accademia di Belle Arti di Palermo e lo ricordo con piacere, la sua voglia di insegnare e di discutere rendevano molto gradevoli le giornate del corso di decorazione. Mi ricordo i bei momenti passati a discutere sul sistema dell’insegnamento dell’arte in Accademia e delle proposte che insieme agli altri studenti volevamo attuare. Purtroppo in quegli anni gran parte del corpo docente vedeva malamente qualsiasi proposta innovatrice e ostacolava in tutti i modi. Poi la sua prematura morte fu la causa principale del mio trasferimento a Bologna. Sempre dal libro, in riferimento ad una mostra di opere restaurate di Palazzo Abatellis, dice: “per impostare un rapporto corretto tra il patrimonio culturale del museo e la comunità dei cittadini, prefigurando quel museo attivo che dovrebbe essere una delle fondamentali strutture culturali della città moderna” e poi continua “si parte, va detto subito, proprio da zero; si parte cioè dallo scarsissimo senso della proprietà dei palermitani; ricchissimi invece di senso del possesso, che è tutt’altra cosa”. Mi verrebbe di trascriverlo tutto perché è molto interessante e attualissimo. Giacomo Baragli era uno di quelle teste pensanti che aveva un idea del sistema museale e artistico della città.
Qui ho trovato la sua biografia. La foto che ritrae Giacomo Baragli l’ho presa da Kalós rivista d’arte da lui diretta.