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Rullo di tamburi, squillo di trombe…

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è in arrivo il manuale del lettering, parole disegnate nel fumetto, edizione Tunué.

Dopo un lento e lungo periodo di lavorazione ho tra le mani il libro a cui ho lavorato tanto. fa un certo effetto vederlo così tutto ben curato nella sua veste grafica. Dopo aver avuto davanti gli occhi per tanto tempo il blocco notes dell’Iphone con il quale ho scritto tutti i testi del libro. Sono tante le persone che hanno collaborato e tanti i libri che ho comprato per farmi un idea dei tanti modi di fare lettering. Quello che non ho fatto è stato scrivere una storia del fumetto attraverso il lettering, ma ho attinto da diversi periodi storici e da stili più disparati. Ci saranno assenze più o meno clamorose e presenze di illustri sconosciuti ma ho messo tutto quello che ho ritenuto utile e necessario alla descrizione degli argomenti trattati. Ci sono due interviste molto interessanti a due esperti, Francesca Biasetton per la calligrafia e Andrea Accardi per un po’ di storia e suggerimenti sul lettering. Ad Accardi ho fatto un’intervista video e nel libro trovate i codici QRc per vederli direttamente dal cellulare. Qualcosa che può interessare a molti è la storia del letterista scomparso, colui che insegnò a Will Eisner a fare il lettering. Questa è stata una segnalazione che ha riportato Diego Ceresa, noto letterista, ad un bel dibattito tenutosi a Lucca durante il festival. Qui il link al libro dove trovate anche un’anteprima. Mentre da questo link andate al blog dedicato al lettering per il fumetto. Adesso che è terminata la fatica mi rilasso pensando alla prossima avventura che sarà un fumetto.

Il lettering nel corso di linguaggi del fumetto

Sono già 3 anni che insegno Lettering al biennio di Linguaggi del fumetto dell’Accademia di Belle arti di Bologna. Il lettering per il fumetto è da sempre il lavoro che mi identifica nel mondo del fumetto. Da quando nel 1995 con Andrea Accardi ho aperto lo Studio RAM per cominciare l’avventura del lettering digitale. Oggi non mi capita quasi più di fare materialmente del lettering, mi occupo di elaborare font per il fumetto, organizzare il lavoro dello studio, di comunicazione sul web, qui trovate tutto. Il lavoro si trasforma e sempre nuove sono le sfide che si presentano. Qualche anno fa, quando ho saputo che in Accademia cercavano un insegnante di lettering, ho pensato che poteva essere un’esperienza interessante. In fondo dovevo raccontare ai ragazzi il lavoro che da anni svolgevo tutti i giorni.
Devo ammettere che il primo giorno d’insegnamento ero emozionato e in parte preoccupato, tornavo da insegnante nello stesso luogo dove ero stato da studente. Poi, non sapevo bene che tipo d’esperienza mi sarei trovato ad affrontare, una cosa è svolgere la professione del lettering ed un’altra è insegnarla . Oggi, appena terminati gli esami da qualche giorno del terzo anno d’insegnamento, mi sento molto soddisfatto per questa bella esperienza. Penso che insegnare è sapere ascoltare e ridefinire costantemente nuovi obiettivi insieme agli studenti. Penso di esserci, almeno in parte, riuscito, a confermarlo è l’entusiasmo degli studenti quando guardiamo il loro lavoro. Il confronto con i ragazzi mi ha dato molti stimoli e tanta voglia di continuare questo lavoro. Ogni anno modifico il corso, aggiungo o tolgo qualche passaggio, faccio piccole variazioni per dare il meglio nel tempo a mia disposizione.
Mi piace soprattutto quando gli studenti dopo un lungo percorso di disegno a mano libera delle lettere e il processo di digitalizzazione tramite il programma FontLab, scoprono con gioia di avere realizzato qualcosa che non immaginavano di poter fare. Vedere il loro font nei loro fumetti, poter variare il disegno delle lettere, adattarlo alle loro esigenze, aggiungere qualità al loro lavoro è un piccolo traguardo che li aiuta nel loro percorso di ricerca sul linguaggio del fumetto. Da poco è nato il sito del corso dove è possibile vedere i lavori degli studenti del biennio e dove è possibile farsi un’idea del lavoro che realizziamo insieme agli altri docenti. Da qui lo potete visitare.

Mentre nel blog paroledisegnate vengono pubblicati e commentati i font degli studenti. Nell’immagine la foto delle prove di disegno realizzate da Lucréce (Lucrezia Buganè).

Reinventare l’editoria

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Mi occupo da diversi anni di editoria per il fumetto. Soprattutto la fase di produzione. Ho visto come sono cambiati gli strumenti e le metodologie di lavoro grazie al digitale. Se penso proprio al mio lavoro nello specifico, il lettering, non avrei potuto farlo se non
fosse subentrata la grafica digitale nel processo di lavorazione dei fumetti. Di questo ne parlerò nel libro dedicato proprio al lettering per la Tunué.
Mentre adesso vorrei accennare al ricco dibattito che si sta svolgendo in rete a proposito delle profonde trasformazioni dietro l’angolo grazie al digitale. Considerazioni molto grossolane ma che rendono l’idea di quello che saranno gli scenari possibili per l’editoria. Innanzitutto, gli atteggiamenti molto diversi tra autori, editori e lettori.
I primi sono alla ricerca dei possibili sviluppi personali delle loro produzioni artistiche-letterarie, preoccupati dalla diffusione gratuita delle loro opere e l’illusione di una notorietà senza limiti a portata di click.
I secondi, preoccupati per la difficile situazione economica, si barcamenano nel giusto tentativo di far sopravvivere la loro creatura affascinati dall’idea della creazione del prodotto “best seller” del digitale, a costi contenuti e guadagni infiniti che li tirerà fuori dai guai.
i terzi che navigano a vele spiegate attraccando dove li porta il proprio interesse, preoccupati unicamente dal trovare buona qualità ad un prezzo contenuto. Per quest’ultimo soggetto l’offerta di avveniristiche emozioni digitali è quel
qualcosa in più che non guasta ma non sono il bottino principale della loro caccia.
Ho sintetizzato brutalmente e sono consapevole che ci sono tante altre posizioni diverse da quelle da me esposte, però mi serve per chiarire il mio punto di vista sulla questione. Gli editori più che perdere tempo a cercare il prodotto di successo per il digitale dovrebbero reinventare la loro professione. Rimettere in discussione i fondamenti del loro vecchio mestiere. Si, direi che il modo corretto per gli editori di rimanere a galla è quello di ridiscutere le strategie generali, dove il digitale è rappresentato non dalla creazione del best seller digitale o dai libri da trasformare in ebook ma dalla grande opportunità che la rete può offrire a chi ne sa cogliere la sua natura di luogo di condivisione, di rete orizzontale. Dove allacciare alleanze con i lettori, dove le relazioni non finiscono dopo l’acquisto di un libro, ma cominciano. L’editore deve pensare ad offrire dei servizi al lettore, servizi con tanta attenzione, la cura e la qualità del suo lavoro. L’economia dell’editore non è più esclusivamente la vendita di un prodotto digitale che il valore in rete viene percepito vicino allo zero, ma da un insieme di attività on e off line proposte e comunicate grazie alla rete. L’altra sera non avevo sonno e volevo ascoltare un audiolibro e mi sono messo alla ricerca con il mio smartphone. Quello che mi sembrava interessante costava tra i 10 e i 15 euro, alla fine ho optato per un gratuito podcast di fumetti in radio, Tex, produzione Rai 2. Tutto molto professionale e di qualità a costo zero. È probabile che se mi avessero chiesto un abbonamento di 1 euro al mese rinnovabile lo avrei pagato senza troppi problemi. Tutto questo per sottolineare che l’editoria è ad un bivio, o ripete l’errore delle case discografiche o cambia il modo di operare. Il libro digitale diverrà gratuito nella percezione futura degli utenti, quindi bisogna attrezzarsi per costruire nuovi modelli di bussiness. Immaginare diverse attività collaterali da affiancare al libro. Mostre, conferenze, progetti multimediali, gadgets, campagne di comunicazione, video, e altro, tutto da costruire e inventare, ma ad una sola condizione, la qualità. Che può essere il punto d’unione tra i diversi soggetti, citati prima. All’autore non resta altro che fare un buon lavoro, all ‘editore quello di creare i canali giusti per la diffusione e la comunicazione del progetto e al lettore il piacere di avere un qualcosa di buono tra le “mani” per cui vale la pena spendere qualche euro. La rete è l’enorme potenziale dove sperimentare tutto questo. Quindi, un consiglio agli editori e autori, piuttosto che perdere tempo ad immaginare il prodotto best seller, sperimentate nuove strade.

Ci siamo quasi

Ultimamente sono un po’ latitante dal blog, ma il mio tempo al momento è per gran parte impiegato nella stesura di un libro. Sono quasi alla fine e la consegna si avvicina. Poi ci sarà un lungo periodo di controllo e rilettura. Si tratta del manuale del lettering per il fumetto. Ci sto lavorando da un anno e spero tanto che venga fuori un bel lavoro. Il libro verra pubblicato dalla Tunué. Una casa editrice conosciuta nel mondo del fumetto anche per il settore della saggistica dedicata al mondo delle nuvole parlanti. Ultimamente “fine settimana” fa rima con “a casa a scrivere”. È la prima volta che mi trovo a scrivere un manuale che ha la pretesa di essere anche qualcosa in più con una riflessione sul valore del lettering nel fumetto. Una breve storia della nascita della scrittura, dalle incisioni rupestri fino al digitale e tante immagini per capire e realizzare il lettering. Sicuramente, adesso che sono arrivato quasi alla conclusione posso dire che tutto ciò che ho fatto è ciò che non si deve fare quando si deve scrivere un manuale. D’altra parte c’è sempre “una prima volta” e per continuare sulla scia delle banalità “sbagliando s’impara” e qui mi fermo.
Quando ho fatto il mio fumetto avevo concluso con la medesima considerazione, ho fatto è ciò che non si deve fare quando si deve fare un fumetto. Speriamo che l’esperienza mi sia servita per i prossimi progetti.
Giusto per citare uno degli errori più gravi che ho fatto in entrambi i casi è stato leggere e guardare tanto materiale e non prendere mai appunti, sicuro della mia memoria. Potete immaginare le mie imprecazioni quando dovevo ritrovare dei testi o immagini da inserire nel libro.
Vabbé, spero di non aver dimenticato nulla di importantissimo e tra non molto vi darò specifiche maggiori. Se nel frattempo avete voglia di segnalarmi autori o disegni che ritenete fondamentali per il lettering potete scrivermi alla mia mail o lasciare un commento sul blog. Per chi non conosce il blog che ho aperto dedicato al lettering del fumetto può andare qui.

Chiacchiere su Radio Capital

Qualche settimana fa sono stato contattato da Gianni Faluomo che si occupa del programma “Capital in the World” in onda su radio Capital tutti i giorni dalle 12 alle 13. Perché mercoledì 9 novembre, dalle 12 andrà in onda una puntata sulla calligrafia e sulla scrittura a mano che sta lentamente scomparendo.

Sono stato rintracciato grazie al mio blog, e insieme a Doris Zaccone (la conduttrice del programma) hanno pensato che la mia professione si pone quasi come un tramite fra i due mondi (scrivere a mano e scrivere con il computer) e a loro è sembrato interessante ascoltare la mia opinione.

Quindi se avete voglia di sentire parlare di lettering per i fumetti e di scrittura, sintonizzatevi su Radio Capital. Le mie saranno poche battute, giusto delle chiacchiere, spero di dire cose intelligenti e non fare una brutta figura. 🙂

Lucca comics and games 2011, si parte!

Anche quest’anno arriva inesorabile il Festival del fumetto di Lucca.

Si preparano i bagagli e si organizzano le giornate, quest’anno sono cinque, dal 28 ottobre al 1 novembre.

Quest’anno meno impegni ufficiali delle scorse volte, ma tanti incontri previsti, tra lavoro e piacevoli rimpatriate con i tanti amici del mondo del fumetto.

A parte la mia presenza stabile nello stand Becco Giallo, quella sarà la mia base per il festival. poi ho solo un incontro pubblico organizzato da Matteo Stefanelli sul tema del lettering. Ci saranno a parlare con me amici e professionisti del lettering manuale e digitale. Riporto dal sito del Lucca Comics.

Crisi nella repubblica delle lettere (disegnate).
Il lettering fra calligrafia, tipografia e software. Tra crisi e nuove opportunità.

Lunedì 31 Ottobre > Palazzo Ducale, h. 18.00

Un dettaglio tipico della grafica fumettistica, ma anche uno dei suoi mestieri più desueti: il letterista. Che si trova oggi investito da profonde trasformazione tecnologiche, professionali e artistiche. Una discussione sulle prospettive del lettering, tra i rischi della standardizzazione digitale e le nuove opportunità nell’epoca della personalizzazione tipografica di massa.
Modera: Antonio Dini (giornalista, antoniodini.blogspot.com)
•    Paolo Bacilieri (autore Sweet Salgari, Coconino Press)
•    Diego Ceresa (letterista per ed. it. Asterios Polyp)
•    Marco Ficarra (editor, fondatore RAM Studio)
•    Vincenzo Filosa (letterista, Studio Nora)
•    Marco Tamagnini (responsabile produzione, GP Publishing)

vista l’occasione del dibattito, ma già in rete è stato annunciato, posso dire che sto lavorando già da tempo ad un libro sul lettering. Ve ne parlerò più dettagliatamente. Molte cose che approfondirò nel libro già le tratto nel mio nuovo blog dedicato al lettering paroledisegnate.

Un nuovo blog

Da oggi il blog si divide in due, ne nasce uno tutto dedicato al lettering e a tutte le tematiche legate alla progettazione dei caratteri e in particolare per il fumetto. Inizialmente troverete alcuni post che sono nati qui e che andranno avanti per la loro strada. Soprattutto i post del corso di FontLab che hanno avuto un gran numero di visitatori.

In questo continuerò a parlare di fumetto, della vicenda raccontata dal mio libro Stalag XB e il mio personale punto di vista sulle cose che accadono intorno a me.

Spero di riuscire a mantenere alto il vostro interesse, lo farò come sempre, parlando di tutto ciò che mi passa per la testa.

Perché usiamo la parola font

Vi segnalo questo interessante articolo di Antonio Dini su IlPost a proposito dei caratteri da stampa e dell’origine della parola “font”.

…”Un bel giorno di venticinque-trent’anni fa, infatti, un signore di cui la storia non ci ha tramandato il nome, si è trovato di fronte un problema: doveva tradurre dall’inglese le stringhe di testo per la localizzazione di un nuovo sistema operativo. E doveva farlo di corsa perché doveva essere tutto pronto entro metà 1984. Si trattava del Macintosh, il nuovo computer creato da Apple, e bisognava tradurre in italiano una serie di termini alquanto bizzarri (“File”, “Edit”, “Copy”, “Paste” e soprattutto “Font”, i set di caratteri che erano contenuti dentro una “valigetta” digitale).
Già gli informatici americani avevano fatto una scelta riduzionista e deciso che il termine corretto era “font”, non typeface, e neanche l’alternativa “fount”, anch’essa molto usata nelle tipografie d’oltreoceano. Il nostro traduttore probabilmente ignorava buona parte di questa storia e comunque decise di non decidere: il termine non si prestava facile all’orecchio di chi non lavorasse immerso nel gergo dei tipografi americani, e quindi lasciò tutto così com’era. Font divenne così font.”
L’articolo parla anche della parola corretta che andava usata e che era in uso in Italia in ambito tipografico, si tratta di “polizza”.
Sono tanti i punti che tocca nel suo articolo e qui potete leggerlo interamente, ne vale la pena.

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Lezione 5 di Fontlab

Dopo un lungo silenzio riprendo con la quinta lezione di Fontlab. Nei due video sotto parlo di come si modifica la spaziatura tra le lettere e tra singole coppie di lettere. Buona visione!

LE ONOMATOPEE NEI MANGA IN ITALIA

Vi segnalo questa conferenza di Asuka Ozumi dal titolo: LE ONOMATOPEE NEI MANGA IN ITALIA. Si svolge a Roma e qui trovate tutte le informazioni
Questo incontro si rivolge a tutti gli interessati al mercato editoriale dei manga in Italia. “Verrà illustrato il processo produttivo che porta un manga dallo scouting sul mercato giapponese alla vendita al pubblico in Italia.
Particolare attenzione sarà focalizzata sulle problematiche legate alle onomatopee, in relazione alla traduzione e all’adattamento grafico.”
Asuka Ozumi è docente a contratto di Lingua Giapponese presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Torino ed è supervisor della collana manga JPOP per la casa editrice Edizioni BD