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Editoria e la sua crisi

il 2012 si avvia verso la chiusura e a parte una auspicabile impennata delle vendite sotto le vacanze natalizie, gli editori possono già tirare le somme dell’anno.

Se prendiamo il dato relativo al 2011 pubblicato recentemente in rete, qui potete leggere quello di OpendataBlogSole24ore, che riporta i dati dell’AIE la crisi si fa sentire in modo forte. I libri stampati sono in forte calo, mentre in crescita sono le vendite di libri online e quella di ebook. Soltanto che la crescita esponenziale in termini percentuali è di fatto abbastanza piccola in cifre assolute.

Per quel che riguarda il 2012, ad ascoltare alcune voci in ambito editoriale, pare che la crisi continui con lo stesso andamento e forse più forte. Rimane il dato di crescita del digitale, sia come vendita online che di ebook.

Il fenomeno del selfpublishing è in aumento e spesso viene associato alla distribuzione in forma gratuita.
Ci sono applicazioni come ebook search, per fare un esempio, che mette a disposizione qualche milione di titoli in inglese ma ancora poche centinaia in italiano.

Questa tendenza verso il digitale rappresenta un futuro prossimo con il quale gli editori sanno di dover fare i conti. Al momento l’attegiamento più diffuso degli editori è quello di digitalizzare i libri di carta. Gli editori, grandi in particolare, ma anche più piccoli, sanno di dover entrare in qualche modo in questo mercato che si ingrandirà abbastanza in fretta.

Come già detto, la presenza sul digitale rimane ancora un tentativo e non una strategia ben definita, soprattutto perché è ancora un fenomeno in via di sviluppo che può prendere strade ancora non conosciute e poco prevedibili.
Penso, come già detto in altri post in questo blog, ad avere un ruolo importante nello scenario futuro saranno gli editori che creano i loro contenuti direttamente in digitale, o meglio pensati ed ideati in digitale e per il digitale.

La sfida più grossa sarà quella di dover immaginare nuove forme di organizzazione dei contenuti approfittando della multimedialità a disposizione del digitale.

Non meno importante, anche la sfida d’immaginare nuovi modelli di business applicati a nuovi eventi digitali che non chiamerei più prodotti. Non bastano timidi tentativi ma c’è bisogno di una strategia ben definita d”investimenti sull’editoria digitale.

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Crossmedialità ed editoria

Più volte ho parlato di editoria e della sua trasformazione con il  web, ho dedicato una sezione proprio a questo.
in questo caso vi presento un video molto interessante che parla di crossmedialità. Un concetto molto importante per chi è interessato allo sviluppo della nuova editoria.
Infatti con crossmedialità s’intende l’interazione tra i diversi media e questo avviene soprattutto grazie al digitale che è capace di metterli in relazione.
Nel video Edoardo Fleischner, docente di Nuovi media e comunicazione, spiega come la crossmedialità dei nuovi media rende necessaria un’attenta pianificazione di qualsiasi contenuto editoriale.
Questa pianificazione precede la consapevolezza che un nuovo prodotto editoriale deve essere immaginato per essere distribuito attraverso diverse vie. Dal web, dai smartphone, televisione tradizionale o la carta stampata. Tutto ciò deve essere progettato con la consapevolezza che queste piattaforme utilizzano format e linguaggi diversi, da far convergere in un unico contenuto.
Il nuovo editore deve immaginare al prodotto non più con un unico format ma pianificarlo per i diversi format e i diversi linguaggi.

Liberi diritti su Comicout

Vi segnalo questo articolo interessante sul blog di Comicout a proposito dell’iniziativa di un autore giapponese, Shuho Sato, di liberare i suoi diritti d’autore a partire dal 15 settembre.

La notizia non interessa solo il mondo del fumetto ma tutta l’editoria in genere e vi suggerisco di leggerla. Io ho postato il mio commento direttamente nel blog.

A proposito di web e diritti d’autore io ho scritto alcuni articoli che potete leggere nella sezione web ed editoria digitale.

Self-publishing e l’editoria

Nell’immagine potete vedere l’interessante studio realizzato da Giovanni Peresson dell’Associazione Italiana Editori a proposito di autopublicazione, stampa digitale, print on demand e custom printing. Una definizione di questi termini ci aiuterà a capire meglio di cosa parliamo quando trattiamo l’argomento editoria e stampa digitale. Nell’articolo di eFFe su Ledita.it  si fa presente che “si equipara molto più correttamente l’autopubblicazione alla stampa fai-da-te o self-printing; in questo senso il concetto di ‘pubblicazione’ si sovrappone a quello di ‘disponibilità’ e ‘fruizione’:” Poi continua,  “autoedizione o self-publishing concerne più da vicino la pratica del lavoro editoriale. Da tempo sostengo che l’interlocutore principale di chi s’interessa di self-publishing sono gli editori; un modo per rendersene conto è adottare la prospettiva di quei self-publishers che prendono sul serio il proprio lavoro.” Nell’articolo aggiunge che per l’editoria “esso rappresenta una sfida di autocritica, di riforma, d’innovazione.”
Aggiungo che il self-publishing non è un fenomeno di breve durata che può essere facilmente riassorbito dall’editoria tradizionale, ma diventerà un modello diffuso, soprattutto da coloro a cui piace promuovere il proprio lavoro.  Questo fenomeno non è in contrasto con gli interessi dell’editoria.
Oggi ragioniamo su un mercato fatto di libri acquistati per lo più in libreria e da qualche anno anche su internet. Forse l’errore è quello d’immaginare il mercato/lettori come un numero definito a cui fare riferimento. l’equivalenza più autori pubblicano da soli meno libri vende l’editore penso sia errata. Infatti l’aumento di offerta secondo me raggiunge pubblici diversi ed è qui che l’editore deve apprendere dal self-publishing di successo. Scoprire che si può comunicare in modo diverso ma non solo, che si può offrire qualcosa in più oltre al libro. Non è una banale questione di marketing, non basta un pizzico di social network. Penso sia una questione di tipi e qualità di servizi offerti all’autore e al lettore. Quindi l’editore non potrà essere semplicemente colui che permette ad un autore di stampare un libro e portarlo in libreria ma dovrà aggiungere altre cose, e queste cose le deve inventare l’editore intraprendente.
L’editore dovrà creare una forte alleanza con il lettore, ascoltarlo, proporre occasioni d’incontro e di confronto. Organizzare workshop con gli autori, mostre, dibattiti e dimostrare con i fatti la propria disponibilità. Questo non vuol dire assecondare i gusti più commerciali, anzi, la rete in particolare richiede maggiore definizione e più caratterizzazione e riconosce la qualità. Perché il lettore quando ha la possibilità di scegliere può fare confronti e scegliere il meglio. L’editore deve immaginare nuove proposte che viaggeranno insieme al libro, soprattutto quando come immagino, in un futuro abbastanza vicino, il libro in digitale viaggerà gratis sulla rete. L’editore che comincia a proporre nuove offerte, che sperimenta nuovi modelli di confronto ma anche di monetizzazione sarà preparato ad affrontare i nuovi scenari dell’editoria. L’editore ha una storia importante e un ruolo importante che va declinato in un modo nuovo tutto da creare, questa è la scommessa a cui è chiamato insieme agli autori.
Potete leggere l’intero articolo di eFFe, mentre da qui scaricate l’interessante studio dell’AIE nel loro sito trovate altri interessanti contributi.

A questa pagina trovate altri miei contributi sul tema dell’editoria digitale e il web.

Risorse del web a Bologna

Segnatevi questo appuntamento: 11 aprile 2012 ore 20,

alla Biblioteca Ruffilli, nella Sala Multimediale in Vicolo Bolognetti 2, Bologna (primo piano). Si parlerà

di RISORSE del WEB.

Un’iniziativa di Web-Libero per parlare delle potenzialità del web. Troppo spesso si parla di internet come luogo misterioso o dalle mille soluzioni inaspettate e dal sapore magico. Il web è fatto da persone in carne e ossa e rispecchia quello che si muove nella società, o meglio, rispecchia quello che le persone che adoperano il web pensano e fanno.

Questi incontri saranno un utile occasione per avvicinarsi concretamente alle risorse che il web offre. Bisogna sempre partire da se stessi per poter comprendere l’uso che ognuno di noi può farne della rete. Il primo incontro verte sugli strumenti gratuiti per realizzare progetti web. Gli altri due su come aumentare le oppurtunità professionali utilizzando internet e un incontro sull’editoria digitale.

potete leggere tutti dettagli sul sito di Web-Libero.

Qui potete scaricare la locandina RisorseDelWEB

Condividete con chi pensate possa essere interessato a questi incontri.

Consigli per editori in rete

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Continuo il ragionamento fatto nel post precedente. Voglio approfondire la questione dell’urgenza del dotarsi di strategie adeguate per affrontare il futuro. Questa urgenza è valida per tutti e non solo per gli editori, penso anche agli autori ma anche alle diverse figure professionali che ruotano intorno alla produzione del libro che possono costruirsi nuovi ruoli grazie alla rete. Qualcuno può contestare le mie precedenti ipotesi sostenendo che questi cambiamenti non sono così semplici da attuare e nell’attesa si continua a lavorare come sempre.
Io controbatto che non attuare presto una vera e propria strategia sul digitale equivale ad aver scelto un lento declino. Dover recuperare il tempo perduto in un secondo momento e con maggiori spese.

Le cose che si possono fare da subito sono diverse, vi voglio dare dei piccoli suggerimenti per comprendere meglio cosa intendo quando parlo di strategie per il web.

Prendere informazioni
Cominciamo con la raccolta delle informazioni, con il digitale è possibile avere tantissimi dati utili per poter fare le scelte giuste. Un tempo, se il libro non era sullo scaffale o senza una buona promozione verso le librerie con relativi ordini, l’editore non poteva farsi un’idea dell’accoglienza del libro. Stabilire formato, copertina, prezzo si basava solamente sull’esperienza dell’editore. Oggi si può stabilire e correggere la giusta posizione del libro, il target di riferimento valutando il riscontro avuto sulla rete. Infatti di un libro se ne può parlare prima in rete, anticiparne alcune parti o pubblicarlo prima on line, si possono creare vere e proprie presentazioni on line con gli autori, valutarne gli interessi dei possibili acquirenti e stabilire con maggiore oculatezza la confezione cartacia.

Progetti seriali
Per quanto riguarda un progetto seriale da edicola si possono sperimentare diverse strade e mettere in stampa solo quelle che hanno riscontrato un interesse adeguato a farne un progetto in “carta e inchiostro”. Altri progetti possono rimanere solo sulla rete e sviluppare altri percorsi.

Queste aree create come studio e anticipazione possono divenire il supporto on line dei libri o riviste. Il luogo dove la comunità di un certo interesse continua a confrontarsi con autori, editori e altri soggetti coinvolti dai progetti. Anzi questi siti possono sviluppare il sostegno e la promozione delle pubblicazioni. Diventare il luogo della comunità che ha interesse verso quel progetto.

Cercare i lettori
Altro lavoro che va affrontato da una buona strategia on line è il raggiungimento dei potenziali clienti. Tutti oramai hanno un sito e sanno bene quanto costa fatica ottenere visitatori. Non basta scrivere spesso, ma bisogna scrivere cose interessanti. Cose che un utente della rete può cercare on line. Quindi non cercate di essere generalisti e generici cercando di abbracciare più lettori possibili ma mettete in evidenza le vostre qualità uniche e specifiche.
Questo vale per un editore, ma anche per gli autori.
I potenziali lettori vanno intercettati, perché il vostro sito non è una vetrina in una strada di passaggio, ma le persone arrivano da voi perché vi hanno cercato. dovete dargli un buon motivo per ritornare a farvi visita e a interagire con voi.

Non posso nascondere che tutto ciò richiede tempo e progettualità ma anche impegno economico, perché se il digitale vi permette di risparmiare sulla stampa, vi richiede ore di lavoro e studio e persone che si occupino di questo. Quindi da un lato risparmiate su progetti fallimentari ma dall’altro spenderete per l’attività on line. Questo lo dico perché ho la sensazione, come già detto nel post precedente, che il digitale a molti sembra una strada dove investire qualche oretta ogni tanto la sera tra facebook e twitter.

Editoria digitale (riflessioni)

Qualche giorno fa, c’è stato un interessante incontro sull’editoria digitale, ne parla Alberto Sebastiani qui. Colgo l’occasione per lanciare alcune riflessioni. Intanto mi sembra che ci sia un grosso interesse soprattutto da parte degli editori, dei distributori, da parte di coloro che diverranno i futuri addetti al service editoriale e dagli autori che devono comprendere se e in che modo si modificherà il loro lavoro. In questa fase siamo alla trasposizione dell’editoria cartacea a quella digitale. L’approccio è quello del confronto tra le migliorie tra il supporto analogico e quello digitale. Le nuove possibilità che il digitale potrà offrire in termini di interattività, condivisione e diffusione. Contemporaneamente si guarda a tutto ciò con preoccupazione per i pericoli che questo comporterà per il mercato. Quali saranno i nuovi modelli di business? Chi pagherà il lavoro degli editori, distributori e autori se tutti potranno condividere i file con un semplice click? Queste sono le problematiche che abbiamo davanti. Provo a suggerire alcuni spunti: A) immaginiamo i futuri lettori, quelli che nasceranno direttamente sul digitale e non sentiranno per nulla l’esigenza del confronto con il cartaceo. B) l’idea del file/oggetto da acquistare è un prolungamento dell’approccio analogico? Non possiamo immaginare il contenuto (testo, suono, immagine, video) direttamente in rete non da scaricare ma da consultare?
C) Saranno i fruitori a suggerire i nuovi modelli di mercato? Può essere una strada lasciare i contenuti gratuiti e ipotizzare un libero contributo da parte dei lettori in accordo con partner interessati alla diffusione dell’opera?
Sono solo alcuni degli spunti sul tema dell’editoria digitale. La condivisione delle risposte aiuterà la ricerca di nuove strade collettive di modelli economici e di relazione tra utenti/autori/editori. D) il fumetto si trasformerà in qualcosa di nuovo (suoni, animazione) e lo potremo chiamare sempre fumetto? Forse è un problema che i futuri lettori non si porranno nemmeno. Staremo a vedere.

Editoria digitale

Sono alla casa della conoscenza di Casalecchio, e tra poco inizia l’incontro su “Editoria digitale” tanti gli interventi previsti. Si parlerà di ebook e dei prossimi scenari dell’editoria. Qui alcune info/ a proposito. Wifi free in sala e diretta su twitter su @bolognain