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Blog vs social network?

LAVORO+SOCIAL+NETWORK

È un bel po’ che trascuro il mio blog ma questo è un periodo in cui preferisco una comunicazione più veloce e meno impegnativa e così mi ritrovo più facilmente sui social network come facebook o Google+ il primo per condivisioni con amici il secondo per relazioni con comunità di affinità, come fumettari, esperanto (la mia passione del momento poi ve la racconto) e corsi d’inglese. Anche twitter ho trascurato un po’ perché richiede un’interazione più impegnativa e dialoghi più serrati e veloci. Al momento preferisco svolazzare senza troppo impegno, eppure in questo momento sto lavorando molto sulla comunicazione e le strategie web con il progetto RAMTIME la nuova creatura di cui sono molto fiero.

Stiamo lavorando a nuovi progetti, di questi, qualcuno è già in piena attività come il Festival SiciliAmbiente (un documentary film festival che si svolge a San Vito Lo Capo in Sicilia) e Made in Castel Volturno di cui avevo già parlato qui in occasione della mostra di Martina Merlini in RAM Hotel.

Quindi a breve arriveranno i post su questi progetti ma nel frattempo mi piacerebbe sapere se anche ad altri blogger capitano questi periodi di allontanamento dal proprio blog e cosa ne pensate voi pochi ma cari lettori del mio blog?

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Improvvisare o pianificare?

Sempre più si diffonde tra le aziende la necessità di attivare una comunicazione verso l’esterno, solitamente utilizzando i social network più diffusi come facebook o Twitter ma anche altri, Linkedin, Foursquare, ecc ecc.
Questo tipo di attività mira a marcare una presenza in rete del brand e delle attività messe in campo dall’azienda. Servizi commerciali, libri o presentazioni di libri se sono editori, eventi, incontri ecc ecc.

In genere viene individuata una persona all’interno dell’azienda che dedica qualche ora la settimana contemporaneamente alla sua normale attività. Poi viene anche affiancata spontaneamente da altri collaboratori, tutti uniti dall’obiettivo comune del miglioramento economico della loro azienda.

Questo approccio non lo considero molto efficace, perché solitamente si mettono in campo iniziative spontanee e poco incisive. Non c’è un lavoro per l’individuazione delle comunità di riferimento con cui entrare in relazione. mancano le competenze per far ciò. Quindi questo lavoro è privo di una vera e propria pianificazione di una qualche strategia.

Questo porta a piccoli risultati o a risultati insignificanti che lasciano spazio solo alla frustrazione e alla convinzione che il web non è poi questa grande risorsa di cui tutti parlano.

In particolare le piccole e medie imprese, non ritengono di dover investire tempo e risorse da dedicare all’elaborazione di strategie di successo. D’altra parte non è facile fare una scelta in tal senso se non si conoscono bene quali risultati si possono ottenere.

Creare una strategia di successo vuol dire conoscere bene i meccanismi dei social network, delle comunità di relazioni nel web e della rete in genere.

Realizzare una strategia di successo vuol dire mettere in atto diverse azioni, anche fallimentari, che però permettano la messa a punto delle attività più idonee per il raggiungimento degli obiettivi.

Però non esistono strategie di successo se non ci sono obiettivi chiari da raggiungere, e questo è uno dei problemi che al momento mi sembra affacciarsi più di ogni altro tra le imprese. Mancanza di obiettivi e confusione tra piani strategici e finalità delle attività da mettere in campo. Così spesso l’imprenditore è alla ricerca della grande idea comunicativa di successo invece di pensare all’impresa nel suo insieme. Insomma è uno sbocciare di pagine facebook e profili twitter che poi vengono più o meno abbandonati strada facendo.

Parliamo di social network

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Vi segnalo questo incontro che si terrà mercoledì 12 dicembre ore 18,30 a Bologna alla BIBLIOTECA RUFFILLI in Vicolo Bolognetti 2 a cura di WebLibero.
Si tratta di un nuovo incontro dedicato alla rete, che indagherà sul mondo dei social network.

Insieme ad Anedo Torbidoni di WebLibero provereremo ad interrogarci su alcune questioni cruciali del mondo dei social network. Questioni che ci permetteranno di comprendere la direzione verso cui si muove la rete.

Possiamo fermarci a Facebook e Twitter o proviamo a comprendere cosa ci sta dietro l’esigenza del mettersi in relazione, di fare comunità oggi, della nascita di nuovi sn?

Quali sono i meccanismi che permettono lo sviluppo di una rete comunicativa efficace legata ad una città o a un territorio?

Quali sono le esigenze dei vari attori in gioco e quale applicazione web può garantire un flusso comunicativo diverso per obiettivi, ruoli e responsabilità?

Non meno importante è comprendere cosa significa partecipazione, soprattutto quando parliamo di comunità di cittadini e di istituzioni pubbliche. Quali sono i problemi tecnologici e di comunicazione che vanno affrontati per sviluppare la progettazione partecipata?

Basta pensare come è cambiato il nostro approccio ai social network più famosi da quando li abbiamo utilizzati la prima volta ad adesso. Come sono cambiati gli stessi e come continuano a mutare.
Queste sono alcune riflessioni che WebLibero mette in campo per affrontare il tema dei sn, ma ci aspettiamo che altre domande e risposte verranno dai partecipanti.

Blog, socialnetwork e pensieri estivi

Da quando è nato paroledisegnate, il nuovo blog dedicato al lettering, sento la necessità di ridefinire il terreno d’incontro con voi visitatori del mio blog.  Fino ad ora mi sono barcamenato tra fumetto e editoria, lettering e scrittura, tecnologia e il mio personale punto di vista sulle cose attorno a me.
Con l’arrivo di noicimettiamoilbecco molte delle mie energie si sono convogliate nella produzione d’approfondimenti e segnalazioni della ricca produzione culturale e sociale in rete, sull’organizzazione di nuovi progetti e proposte che dall’autunno caratterizzer‡ il sito targato Becco Giallo.

Ho iniziato questo post parlando del nuovo blog paroledisegnate, un luogo dove approfondire l’interesse verso il mondo della scrittura disegnata. Argomento abbastanza affrontato nel campo del design e molto meno in quello del fumetto. Ho scoperto con meraviglia che l’argomento suscita un inatteso interesse. Ad allargare l’attenzione contribuiscono alcuni post dedicati alla fine della scrittura a mano e all’alfabeto corsivo imparato a scuola da bambini.

A contribuire alla mia bassa produttività sul blog ha contribuito twitter.
Infatti, anche twitter assorbe molto della mia attenzione. In questo periodo su twitter sto seguendo molti blogger interessanti e i filoni del mio interesse sono diversi. Dal mondo del fumetto all’editoria in genere, dalla politica internazionale a quella italiana. Ciò che m’interessa di twitter è la possibilità di ricercare argomenti e trovare spunti interessanti. Soprattutto sono io che decido quali informazioni mi sembrano interessanti e quali utenti seguire. Non devo cercare tra le tantissime informazioni, commenti, video o segnalazioni su facebook che spesso trovo poco interessanti. Fb, lo apro più di rado, per verificare messaggi e commenti che mi riguardano personalmente. A proposito, avete notato che su FB ci auguriamo di rincontrarci con i vecchi amici e compagni di scuola, e quasi mai avviene? Forse su FB ci permettiamo di soddisfare il nostro superficiale bisogno di inondare con il nostro amore il prossimo. “Mi piace”, “mi piace” e “mi piace” e con un click ci sentiamo vicini al nostro amico al quale ricambiamo un suo precedente “mi piace” ad una nostra frase ad effetto. Non snobbo affatto FB perché mi ha permesso di conoscere tante persone e le rimpatriate virtuali con i vecchi compagni di scuola e amici di un tempo mi fanno molto piacere. Per chi non conosce il meccanismo di twitter, la differenza sostanziale sta nel fatto che non chiedi o ricambi l’amicizia a nessuno. Tu segui chi scrive cose che t’interessano e non è detto che questi ti seguiranno. Tu scrivi quello che a te interessa e qualcuno ti seguirà. Se ti chiami M.M. Lupoi, il gran capo del fumetto targato Panini, avrai 108.000 followers se ti chiami Marco Ficarra elimina gli ultimi tre zeri e i conti tornano.

Per ritornare sul tema ridefinizione del mio blog, aggiungo che continuerò a parlare dei miei disegni e dei miei fumetti. Attualmente sono anche quelli molto in calo e la responsabilità è anche al mio impegno sul fronte lettering. Al momento vi lascio un po’ in sospeso, ma presto vi descriverò per bene di cosa sdi tratta. Vi dico solamente che la mia estate la sto passando tra i libri. Unico indizio è il “Pogo” di Walt Kelly.

Non mancherò di continuare a parlarvi del mio Stalag XB e dei suoi continui sviluppi. A breve anche su questo fronte ci saranno delle interessanti novità. Giusto per rimanere sull’onda dei giochi per l’estate, l’indizio è questo: non sarà di carta.

Comunità on line e applicativi gratuiti

Oggi vi vorrei segnalare quest’articolo de Il Post che parla di un uomo d’affari che ha speso 30 milioni di dollari in denaro e azioni per acquistare TweetDeck, un applicativo con molte funzionalità per usare al meglio twitter il famoso social network di messaggini. Io uso Echofon per Iphone e mi trovo molto bene, ma ho subito scaricato TweetDeck, è gratuito. Lo proverò, sono curioso. Anche Echofon appartiene  a lui.
Certo che 30 milioni di dollari per comprare un applicativo da regalare, mi sembrano tanti, eppure questa sembra essere la nuova strada del business, regalare per poi vendere qualcosa di collaterale. Non solo, l’obiettivo è quello di creare comunità enormi a cui poter proporre qualcosa, Diciamo che ancora non è chiaro come ciò potrà essere usato al meglio, infatti è il problema di Facebook o Youtube.
Comunque in molti scommettono su queste grandi comunità.

“Bill Gross ha 52 anni, è un uomo d’affari ed è solitamente descritto con la sbrigativa definizione “pioniere del web” per le sue numerose attività svolte nei primi anni di vita dei siti internet. Nel 1996, Gross fondò Idealab, un incubatore aziendale nato per aiutare le società a sviluppare le loro idee e a farle rendere sul mercato. Sopravvissuto agli sconquassi causati dal flop della new economy, Gross negli ultimi anni si è dato da fare e ha investito molte risorse nelle società nate intorno a Twitter attraverso la propria nuova azienda UberMedia. E proprio UberMedia sta per concludere un nuovo importante affare, che le consentirà di entrare a breve in possesso di TweetDeck, uno dei programmi più utilizzati per gestire e inviare i messaggi attraverso Twitter.

La società di Gross spenderà 30 milioni di dollari in denaro e azioni per acquistare TweetDeck, che negli ultimi due anni è riuscita a ottenere 5 milioni di investimenti. La notizia dell’acquisizione è stata data da TechCrunch. L’accordo non sarebbe ancora del tutto formalizzato, ma le parti avrebbero già firmato alcuni patti di massima per dare il via libera al cambio di proprietà.” potete continuare a leggerlo su Il Post