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Ci siamo… Bilbolbul 2013

Anche quest’anno è arrivato il festival internazionale di fumetto Bilbolbul. Come dalla prima edizione lo spazio espositivo RAM Hotel è coinvolto con una mostra di un giovane autore. Si tratta di Berliac, trentenne argentino che attualmente vive in Norvegia. Ieri sera alla libreria Modo con Paolo Parisi e Gabriele Andreozzi ha raccontato il suo lavoro. Un personaggio interessante molto appassionato e deciso nell’affrontare dal suo punto di vista il mondo del fumetto. Sia per il segno grafico e le storie che racconta sia sul lavoro del fumettista e il rapporto con il mercato. Ieri sera era contento di parlare del suo nuovo progetto in mostra PLAYGROUND che ancora non è stato pubblicato.
Vi aspettiamo per l’inaugurazione sabato 23 febbraio alle 19 RAM Hotel Via San Valentino 1F a Bologna.

Rullo di tamburi, squillo di trombe…

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è in arrivo il manuale del lettering, parole disegnate nel fumetto, edizione Tunué.

Dopo un lento e lungo periodo di lavorazione ho tra le mani il libro a cui ho lavorato tanto. fa un certo effetto vederlo così tutto ben curato nella sua veste grafica. Dopo aver avuto davanti gli occhi per tanto tempo il blocco notes dell’Iphone con il quale ho scritto tutti i testi del libro. Sono tante le persone che hanno collaborato e tanti i libri che ho comprato per farmi un idea dei tanti modi di fare lettering. Quello che non ho fatto è stato scrivere una storia del fumetto attraverso il lettering, ma ho attinto da diversi periodi storici e da stili più disparati. Ci saranno assenze più o meno clamorose e presenze di illustri sconosciuti ma ho messo tutto quello che ho ritenuto utile e necessario alla descrizione degli argomenti trattati. Ci sono due interviste molto interessanti a due esperti, Francesca Biasetton per la calligrafia e Andrea Accardi per un po’ di storia e suggerimenti sul lettering. Ad Accardi ho fatto un’intervista video e nel libro trovate i codici QRc per vederli direttamente dal cellulare. Qualcosa che può interessare a molti è la storia del letterista scomparso, colui che insegnò a Will Eisner a fare il lettering. Questa è stata una segnalazione che ha riportato Diego Ceresa, noto letterista, ad un bel dibattito tenutosi a Lucca durante il festival. Qui il link al libro dove trovate anche un’anteprima. Mentre da questo link andate al blog dedicato al lettering per il fumetto. Adesso che è terminata la fatica mi rilasso pensando alla prossima avventura che sarà un fumetto.

Reinventare l’editoria

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Mi occupo da diversi anni di editoria per il fumetto. Soprattutto la fase di produzione. Ho visto come sono cambiati gli strumenti e le metodologie di lavoro grazie al digitale. Se penso proprio al mio lavoro nello specifico, il lettering, non avrei potuto farlo se non
fosse subentrata la grafica digitale nel processo di lavorazione dei fumetti. Di questo ne parlerò nel libro dedicato proprio al lettering per la Tunué.
Mentre adesso vorrei accennare al ricco dibattito che si sta svolgendo in rete a proposito delle profonde trasformazioni dietro l’angolo grazie al digitale. Considerazioni molto grossolane ma che rendono l’idea di quello che saranno gli scenari possibili per l’editoria. Innanzitutto, gli atteggiamenti molto diversi tra autori, editori e lettori.
I primi sono alla ricerca dei possibili sviluppi personali delle loro produzioni artistiche-letterarie, preoccupati dalla diffusione gratuita delle loro opere e l’illusione di una notorietà senza limiti a portata di click.
I secondi, preoccupati per la difficile situazione economica, si barcamenano nel giusto tentativo di far sopravvivere la loro creatura affascinati dall’idea della creazione del prodotto “best seller” del digitale, a costi contenuti e guadagni infiniti che li tirerà fuori dai guai.
i terzi che navigano a vele spiegate attraccando dove li porta il proprio interesse, preoccupati unicamente dal trovare buona qualità ad un prezzo contenuto. Per quest’ultimo soggetto l’offerta di avveniristiche emozioni digitali è quel
qualcosa in più che non guasta ma non sono il bottino principale della loro caccia.
Ho sintetizzato brutalmente e sono consapevole che ci sono tante altre posizioni diverse da quelle da me esposte, però mi serve per chiarire il mio punto di vista sulla questione. Gli editori più che perdere tempo a cercare il prodotto di successo per il digitale dovrebbero reinventare la loro professione. Rimettere in discussione i fondamenti del loro vecchio mestiere. Si, direi che il modo corretto per gli editori di rimanere a galla è quello di ridiscutere le strategie generali, dove il digitale è rappresentato non dalla creazione del best seller digitale o dai libri da trasformare in ebook ma dalla grande opportunità che la rete può offrire a chi ne sa cogliere la sua natura di luogo di condivisione, di rete orizzontale. Dove allacciare alleanze con i lettori, dove le relazioni non finiscono dopo l’acquisto di un libro, ma cominciano. L’editore deve pensare ad offrire dei servizi al lettore, servizi con tanta attenzione, la cura e la qualità del suo lavoro. L’economia dell’editore non è più esclusivamente la vendita di un prodotto digitale che il valore in rete viene percepito vicino allo zero, ma da un insieme di attività on e off line proposte e comunicate grazie alla rete. L’altra sera non avevo sonno e volevo ascoltare un audiolibro e mi sono messo alla ricerca con il mio smartphone. Quello che mi sembrava interessante costava tra i 10 e i 15 euro, alla fine ho optato per un gratuito podcast di fumetti in radio, Tex, produzione Rai 2. Tutto molto professionale e di qualità a costo zero. È probabile che se mi avessero chiesto un abbonamento di 1 euro al mese rinnovabile lo avrei pagato senza troppi problemi. Tutto questo per sottolineare che l’editoria è ad un bivio, o ripete l’errore delle case discografiche o cambia il modo di operare. Il libro digitale diverrà gratuito nella percezione futura degli utenti, quindi bisogna attrezzarsi per costruire nuovi modelli di bussiness. Immaginare diverse attività collaterali da affiancare al libro. Mostre, conferenze, progetti multimediali, gadgets, campagne di comunicazione, video, e altro, tutto da costruire e inventare, ma ad una sola condizione, la qualità. Che può essere il punto d’unione tra i diversi soggetti, citati prima. All’autore non resta altro che fare un buon lavoro, all ‘editore quello di creare i canali giusti per la diffusione e la comunicazione del progetto e al lettore il piacere di avere un qualcosa di buono tra le “mani” per cui vale la pena spendere qualche euro. La rete è l’enorme potenziale dove sperimentare tutto questo. Quindi, un consiglio agli editori e autori, piuttosto che perdere tempo ad immaginare il prodotto best seller, sperimentate nuove strade.

Ci siamo quasi

Ultimamente sono un po’ latitante dal blog, ma il mio tempo al momento è per gran parte impiegato nella stesura di un libro. Sono quasi alla fine e la consegna si avvicina. Poi ci sarà un lungo periodo di controllo e rilettura. Si tratta del manuale del lettering per il fumetto. Ci sto lavorando da un anno e spero tanto che venga fuori un bel lavoro. Il libro verra pubblicato dalla Tunué. Una casa editrice conosciuta nel mondo del fumetto anche per il settore della saggistica dedicata al mondo delle nuvole parlanti. Ultimamente “fine settimana” fa rima con “a casa a scrivere”. È la prima volta che mi trovo a scrivere un manuale che ha la pretesa di essere anche qualcosa in più con una riflessione sul valore del lettering nel fumetto. Una breve storia della nascita della scrittura, dalle incisioni rupestri fino al digitale e tante immagini per capire e realizzare il lettering. Sicuramente, adesso che sono arrivato quasi alla conclusione posso dire che tutto ciò che ho fatto è ciò che non si deve fare quando si deve scrivere un manuale. D’altra parte c’è sempre “una prima volta” e per continuare sulla scia delle banalità “sbagliando s’impara” e qui mi fermo.
Quando ho fatto il mio fumetto avevo concluso con la medesima considerazione, ho fatto è ciò che non si deve fare quando si deve fare un fumetto. Speriamo che l’esperienza mi sia servita per i prossimi progetti.
Giusto per citare uno degli errori più gravi che ho fatto in entrambi i casi è stato leggere e guardare tanto materiale e non prendere mai appunti, sicuro della mia memoria. Potete immaginare le mie imprecazioni quando dovevo ritrovare dei testi o immagini da inserire nel libro.
Vabbé, spero di non aver dimenticato nulla di importantissimo e tra non molto vi darò specifiche maggiori. Se nel frattempo avete voglia di segnalarmi autori o disegni che ritenete fondamentali per il lettering potete scrivermi alla mia mail o lasciare un commento sul blog. Per chi non conosce il blog che ho aperto dedicato al lettering del fumetto può andare qui.

Ebookafumetti su twitter

Segnalo questa interessante discussione nata su twitter a proposito degli ebook a fumetti.

La discussione nasce da Becco Giallo che a dicembre ha lanciato alcuni ebook a fumetti e ne parlano sul blog riassumendo alcune posizioni emerse su twitter e diverse molto interessanti. Soprattutto la divisione tra fumetto puro e nuovi linguaggi possibili grazie alla multimedialità.

Io ne avevo parlato immaginando tre scenari possibili, soprattutto sull’onda comunicativa dell’Ipad.

Fumettomondo tra polemiche e crisi di mercato

Scrivo a proposito di una discussione nata nell’universo dei blogger di fumetto. Si tratta di una polemica scaturita da alcune frasi dette da Giacomo Monti a Lucca, durante un dibattito. Le frasi registravano il suo stato d’animo di fumettista che ha deciso di smettere di fare questo lavoro perché non gli permette di campare. Poi ha aggiunto che non legge fumetti, che ci sono tante stronzate in giro (sempre fumetti) e che le istituzioni pubbliche dovrebbero fare qualcosa. Sintesi estrema qui il video. Monti è divenuto conosciuto grazie a Gipi che ha usato il suo libro per fare il suo film “L’ultimo terrestre”. La polemica è sorta più per le libere interpretazioni che per le parole dello stesso Monti. È risorta l’antica polemica tra fumetto d’autore e fumetto commerciale/seriale. A mio avviso fuoriluogo. Il fumetto è un linguaggio e viene usato per raccontare storie, c’è chi lo fa bene e chi male. Al limite ci sono storie che a secondo dei gusti possono più o meno piacere. Ci sono generi, a volte più definiti a volte meno, dove il metro di giudizio può variare. Quando leggo Tex voglio l’avventura, una storia travolgente e appassionante che mi catturi fino alla fine. Se leggo Monti voglio che mi racconti tutte le mille facce delle relazioni umane soprattutto quelle più nascoste ma comuni. Voglio riflettere sul genere umano. Anche quando leggo Tex, tra un emozione e l’altra rifletto sul genere umano, sono riflessioni meno dirette ma non meno importanti. Dopo tutta sta riflessione sul genere umano, vado alla questione per me più interessante che è quella del campare con i fumetti. In effetti chi campa con i fumetti sono solitamente autori, disegnatori, sceneggiatori, editor e di tutti coloro che si occupano della fase produttiva, dei fumetti seriali. Mentre gli autori che pubblicano racconti brevi o libri hanno meno chance. Sono pochi a mio avviso quegli autori che ci riescono e questo è determinato dal mercato del fumetto. Mentre i primi se lavorano per una serie da edicola hanno un pubblico più vasto, i secondi, benché, si stia parlando molto di fumetto d’autore oggi chiamato graphic novel, hanno un numero di lettori molto limitato. Il range delle vendite di un libro distribuito in libreria e fumetteria si aggira tra 400 copie vendute e poco più di migliaia. Poi ci sono quelli che vanno meglio e si aggirano sopra le 1000/1500 (pochi) e poi i successi che arrivano a 5000 (pochissimi) l’eccezione che arriva a 20000 di Gipi con “La mia vita disegnata male”. Anche i numeri del fumetto da edicola è in discesa tranne alcuni capisaldi. Comunque i numeri per stare in edicola sono maggiori altrimenti in edicola non ci si può stare. Ho sentito che a riguardo anche grosse case editrici stanno passando al digitale per stampare qualche testata in un numero più limitato di copie. Insomma per trarne una piccola conclusione direi che il problema è più di numero di lettori che di fumetto di serie A e serie B. Tutti gli editori di fumetto seriale o di graphic novel puntano a stampare molte testate perché tutte vendono sempre qualcosa e in questo momento di crisi bisogna vendere a tutti i costi, al limite limando sui costi, scusate la ripetizione.

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Lavori in corso

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Sono le 8,36 e già fuori dall’ingresso della RAM ci sono ad aspettarmi i cartogessisti e il fabbro arrivati in anticipo. Ecco la prima figuraccia della giornata, ho cercato di giustificarmi ed ho aggiunto altre gaffe. Ho detto che ero al bar a prendermi un caffè. Mi hanno guardato con la benevolenza che si ha quando si compatisce qualcuno che con tutta la volontà possibile cerca di fare qualcosa ma non ne ha le capacità. Io arrivare in orario.
Mi sono dato subito da fare a spostare tavoli e lasciare lo spazio di manovra per il montaggio di una nuova parete in RAM.
Infatti abbiamo deciso di suddividere ulteriormente lo spazio per permettere l’avvio dei nuovi corsi dedicati al web e ai workshop dell’Associazione Illustratori che si terranno prossimamente. Manteniamo lo stile attuale dello studio molto luminoso, infatti metteremo una parete con vetrata. Spero che l’effetto finale sarà piacevole e gradevole. Abbiamo in mente prossimamente parecchie attività tra cui le mostre di RamHotel e quelle della grafica. Aspettatevi grandi novità sul fronte del lettering, il nostro cavallo di battaglia e sulla consulenza web che procede molto bene. Lo spazio nasce anche dall’esigenza di creare una zona riunioni e redazionale lasciando lavorare il settore della grafica con la necessaria tranquillità. Descritta così sembra che stia parlando della RAM international Company mentre è tutto molto più mini mini.
Comunque mi sono spostato dalla zona lavori per non intralciare.

Intervista su Stalag XB

Su loschermo.it quotidiano on line potete leggere un’intervista che mi ha fatto Nazareno Giusti. Mi ha dato la possibilità di raccontare come è nato questo libro e dei progetti di recupero della storia degli IMI.

Ratigher in mostra

Trame, con un titolo molto cruento si inaugura una nuova mostra a RAM Hotel. Si tratta di Ratigher che con “la vista di una testa mozzata” porta in mostra le tavole del suo nuovo libro “Trame, il peso di una testa mozzata” edito da Grrrzetic edizioni. Si tratta di una storia interessante, apparentemente la violenza narrata è fine a se stessa ma possiamo leggersi una critica sociale. Da un lato i mostri rinnegati, isolati o i camionisti e dall’altro i bei ragazzi ricchi che non hanno alcuna intenzione di essere contaminati da questi esseri inguardabili. Sembra che la violenza sia l’unica strada perseguibile perché dei dubbi possano far breccia tra i pensieri di questi fighetti. Insomma una nuova avventura di un Superamico. Qui trovate tutti i dettagli e alcuni disegni fatti per il catalogo della mostra. Domenica 22 maggio ore 19,30 RAM Hotel via San Valentino 1/F a Bologna.

Intervista ad Andrea Plazzi su LoSpazioBianco.it

Vi segnalo questa intervista ad Andrea Plazzi sulla Scuola per l’editoria il fumetto e la traduzione, a cura di Davide Occhiconi dello Spaziobianco.it sito tematico sul fumetto. Qualche giorno fa vi avevo segnalato qui nel blog il nuovo corso sulla sceneggiatura del fumetto e l’animazione con ospite d’eccezione Leo Ortolani. In questa intervista Andrea risponde con molta franchezza alle difficoltà della formazione nel campo del fumetto “dal 2008, quando abbiamo iniziato, a oggi la situazione economica generale è peggiorata moltissimo ed è calata drasticamente la disponibi lità (economica, ma anche mentale) a investire nella propria formazione senza un ritorno immediato e ragionevolmente sicuro (un lavoro)”. Potete leggere tutta l’intervista qui.